La calma nel carcere di Massama è durata appena due giorni. Dopo la rivolta di lunedì, questo pomeriggio si sono registrati nuovi disordini con alcuni detenuti che “armati” di bastoni hanno danneggiato arredi e spaccato le lampade, uno ha persino tentato di aggredire un agente di polizia penitenziaria.

A segnalare l’ennesimo episodio è Raffaele Murtas, segretario regionale del Sinappe. «Si sono vissuti momenti di forte tensione con detenuti dei circuiti di media e alta sicurezza che hanno creato gravi disordini nei reparti». Il caos è andato avanti fino a tarda serata, richiedendo un ulteriore impegno agli agenti di polizia penitenziaria costretti a rimanere al lavoro oltre il normale orario di servizio per riportare la normalità.
«La situazione nell’istituto penitenziario di Oristano è divenuta ingestibile – sottolinea Murtas – i carichi di lavoro del personale di polizia non sono più compatibili con la sicurezza e la dignità professionale».

Le criticità sono legate al sovraffollamento peggiorato nelle ultime settimane con i 22 detenuti di Alta sicurezza arrivati da Nuoro e i 32 di Media sicurezza da Roma. «Questa pressione costante si ripercuote pesantemente sulla sfera familiare e sulla salute psicofisica del personale, ormai logorato da turni estenuanti, continui richiami in servizio e un clima operativo sempre più critico». Il Sinappe ribadisce la necessità di risorse, organici adeguati, strumenti idonei e una revisione delle politiche gestionali che, «negli anni, hanno contribuito al progressivo deterioramento delle condizioni operative».

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