Un paese ancora sbigottito ha dato oggi pomeriggio l'ultimo toccante saluto a Luciano e Mariantonia Pinna, vittime dell'incidente domestico avvenuto tra mercoledì e giovedì nella loro abitazione di via XVI Marzo. Una folla silenziosa ha assistito alle esequie celebrate dal parroco padre Paolo Contini, che hanno avuto momenti di grande commozione all’interno della Parrocchia Maria Vergine Immacolata, soprattutto  durante l’omelia.

Le parole cariche di umanità e di speranza  del sacerdote hanno  infatti spezzato il cuore a tanti, quando  ha ricordato  come i due coniugi, le cui bare erano ora davanti a quello stesso altare,  si erano presentati  nella stessa chiesa  il 16 aprile 1977 per suggellare davanti a Dio la loro unione.

«Quarantanove anni di vita insieme»,  ha detto il parroco, «che ben si adattano al  Vangelo di Giovanni: “Vi do un comandamento nuovo, che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amato”. Oggi siamo qui con il cuore pesante e le lacrime agli occhi»,  ha aggiunto, «perché è terribile quanto è accaduto. Il dolore rimarrà per sempre, ma la nostra fede ci chiede di non fermarci all’ultimo giorno. Guardiamo soprattutto alla loro vita insieme, alla  dedizione reciproca dei due coniugi, quando hanno creato la loro famiglia e fatto crescere i figli con quell’amore che solo i genitori sanno dare.  Luciano»,  ha evidenziato padre Paolo, «ha custodito la sua sposa, non solo nei momenti  di gioia ma soprattutto nella  attuale fragilità perché l’amore non si spezza».

E poi il pensiero carico di affetto per i figli Andrea e Adriano rimasti orfani in modo improvviso e crudele. «Dovete custodire ora voi questo amore che vi hanno trasmesso i vostri genitori».

Al termine della celebrazione un lunghissimo corteo ha accompagnato le due salme in cimitero   con grande abbraccio collettivo  a testimonianza  di quanto forte sia il legame che unisce la  comunità, capace di farsi famiglia nei momenti più duri.

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