Cabras, stanno per terminare le attività delle Sentinelle di Legambiente nel Sinis: il bilancio
Per tutta l'estate 110 volontari hanno sorvegliato la costaVideo di Sara Pinna
Chilometri e chilometri da giugno a settembre per spiegare ai bagnanti le giuste regole da rispettare in spiaggia. Ma anche per raccogliere plastica e cicche di sigaretta e fermare i ladri di quarzo. È un bilancio fatto di numeri, ma anche e soprattutto di persone, quello delle attività delle Sentinelle di Legambiente nel Sinis. Sono state 110 le persone che hanno scelto di trascorrere parte della propria estate a Cabras, tra il 29 giugno e il 19 settembre, per dedicarsi alla tutela del territorio e dell’area marina, contribuendo concretamente alla salvaguardia di spiagge, dune e paesaggio.
A guidare la partecipazione sono state Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna e Piemonte, ma i volontari che hanno partecipato ai nove campi sono arrivati anche da Toscana, Sicilia, Campania, Liguria, Umbria, Friuli-Venezia Giulia e da numerose altre regioni italiane. Non sono mancati inoltre partecipanti provenienti dalla Svizzera e dalla Germania. E il dato forse più significativo è che 21 volontari avevano già vissuto questa esperienza e hanno scelto di tornare a Cabras, confermando quanto il richiamo del Sinis sia forte e quanto l’esperienza dei campi di Legambiente lasci il segno. Questa mattina in Comune a Cabras, i responsabili dei volontari e gli amministratori hanno annunciato i dati della stagione 2026. Durante le giornate di attività sono state tante le ore di lavoro e quelle dedicate alla formazione, per un totale di 33.660 ore di servizio. Un impegno che può essere raccontato anche attraverso un dato curioso ma significativo: i volontari hanno percorso complessivamente 10.125.858 passi e 1573 km in bicicletta. Accanto alla cura del territorio, uno dei compiti principali delle Sentinelle è stato quello di vigilare sul rispetto delle norme che regolamentano l'area marina.
Sono stati oltre 600 gli interventi effettuati nel corso delle attività, riguardanti comportamenti differenti: dal fumo in spiaggia alla presenza dei cani in aree non idonee, dai furti di quarzo alla pesca, dalla sosta sulle dune fino al campeggio abusivo. Tra i numeri più significativi, 459 persone sono state invitate a spostarsi dalla spiaggia perché stavano fumando, mentre 118 persone sono state richiamate per aver portato il proprio cane al di fuori delle aree dog friendly presenti sul litorale e segnalate dalla cartellonistica. Ma il lavoro delle Sentinelle non si è limitato al controllo: una parte fondamentale dell'esperienza è stata infatti quella della sensibilizzazione e del dialogo. L'attività delle Sentinelle ha mostrato quanto sia importante accompagnare il rispetto delle regole con la capacità di spiegarne le ragioni. È capitato, ad esempio, che anche alcune persone di Cabras venissero riprese perché fumavano in spiaggia. Attraverso il dialogo, però, è stato possibile spiegare loro il significato della norma e l'importanza di tutelare l'ambiente. Lo stesso gruppo ha poi riconosciuto che, se avesse ricevuto esclusivamente una multa, probabilmente non avrebbe compreso il motivo profondo di quella regola. Un episodio che restituisce bene il valore educativo dell'esperienza: la tutela ambientale non passa soltanto dai divieti e dalle sanzioni, ma anche dalla capacità di costruire consapevolezza.
Un altro fronte importante dell’attività delle Sentinelle ha riguardato la sensibilizzazione sulla corretta differenziazione dei rifiuti. Un tema particolarmente significativo quest’anno, alla luce dell’avvio della sperimentazione delle eco navette a San Giovanni di Sinis e dell’eco isola a Is Arutas, pensate per facilitare il corretto conferimento dei rifiuti.Anche in questo caso, attraverso il dialogo e le spiegazioni, i volontari hanno informato le persone sul corretto utilizzo dei servizi, illustrando l’importanza di separare i materiali e di contribuire, con piccoli gesti quotidiani, alla tutela del territorio. I risultati della sperimentazione sono stati particolarmente positivi: grazie alla presenza dell’operatore presso l’eco isola e all’attività di sensibilizzazione delle Sentinelle, rispetto allo stesso periodo di riferimento dello scorso anno, Cabras ha registrato tra luglio e agosto circa 31 mila chilogrammi di rifiuti indifferenziati in meno. Un dato che dimostra concretamente come informazione, presenza sul territorio e servizi adeguati possano incidere sui comportamenti e contribuire a una gestione più sostenibile dei rifiuti.
Il percorso delle Sentinelle quest’anno è stato coadiuvato dalla collaborazione con la Compagnia Barracellare, nata su richiesta degli organizzatori dei campi di Legambiente con l'obiettivo di rafforzare il percorso educativo dei volontari e offrire loro un supporto concreto nelle situazioni più complesse. La collaborazione si è tradotta in almeno un turno congiunto alla settimana. Il ruolo della Compagnia è stato quello di intervenire e applicare le sanzioni nei casi in cui il rispetto delle regole non poteva essere garantito attraverso la sola informazione e il dialogo, dando vita a un sistema integrato nel quale educazione e controllo hanno operato in modo complementare.
Nel corso della collaborazione, la Compagnia Barracellare è intervenuta con 110 sanzioni. 48 per campeggio abusivo, 2 per furto di sabbia, 13 per pesca abusiva, 15 per sosta sulle dune, 32 per fumo e cani in spiaggia. Anche l'attività di raccolta e recupero restituisce un quadro particolarmente significativo. Sono stati raccolti 14.500 mozziconi di sigaretta. Nel corso delle attività sono stati distribuiti 626 posacenere per favorire comportamenti più rispettosi e prevenire l'abbandono dei mozziconi nelle aree fumo.I volontari hanno inoltre recuperato 2.460 litri di rifiuti, dei quali prevalentemente microplastiche, posti all’interno di sacchi, che se appiattiti riuscirebbero a ricoprire la superficie di un campo da calcio. E 470 chilogrammi di sabbia sono stati invece recuperati dalle docce e riportati in spiaggia. Tra gli episodi che più hanno colpito i volontari c'è il ritrovamento, nella posidonia di Maimoni, di un tappo arancione con una scritta in arabo che significa “Salve”. Le informazioni raccolte hanno permesso di ricondurlo a una fabbrica yemenita che produce succhi di frutta.
A rendere ancora più speciale l'esperienza dei volontari è stato anche il contributo di uno di loro, artista e studente dell'Accademia di Brera, che ha scelto di raccontare il territorio attraverso l'arte. Durante il campo ha realizzato a carboncino un'opera dedicata a Tharros, restituendo attraverso il disegno la forza e la bellezza del paesaggio. Un modo diverso, ma altrettanto potente, di raccontare il Sinis: dopo averlo percorso, osservato e protetto, il volontario ha scelto di portarne con sé un'immagine. Andrea Abis, sindaco di Cabras: “Il fatto che più di cento persone provenienti da tutta Italia abbiano scelto di dedicare parte della propria estate a Cabras e che molti di loro abbiano deciso di tornare è un segnale importante: ci racconta quanto il Sinis sappia coinvolgere e quanto esperienze come questa possano lasciare un segno”. Carlo Carta, assessore all’Ambiente e Gestione rifiuti: “Il dato sulla riduzione dei rifiuti indifferenziati è particolarmente significativo e ci conferma che la direzione intrapresa è quella corretta. Al di là dei numeri, c’è un valore etico importante: stiamo costruendo un percorso che mette al centro la responsabilità di ciascuno e la tutela del territorio, incentivando comportamenti più consapevoli e sostenibili. È un cambiamento che richiede tempo, servizi adeguati e sensibilizzazione, ma i risultati di questa prima sperimentazione ci dicono che siamo sulla strada giusta e che vale la pena continuare a investire in questa direzione”.
Massimo Marras, Direttore dell'Area Marina Protetta Penisola del Sinis Isola di Mal di Ventre: “Il progetto Sinis Sentinels, che ha raggiunto il 5 anno con questo formato e con la collaborazione di Legambiente, si conferma un'idea vincente. È un progetto che coniuga la sostenibilità e la protezione dell'ambiente con lo sviluppo sostenibile del turismo nella nostra terra. Si tratta di una formula vincente che proseguiremo anche nei prossimi anni, applicando al progetto importanti risorse economiche che lo rendano sempre più sostenibile e meno impattante". Rossella Fasano, responsabile dei campi di volontariato di Legambiente Nazionale: “Negli ultimi anni la crisi climatica è entrata sempre più concretamente nella nostra quotidianità, rendendo evidente la necessità di agire. Gli eventi estremi che colpiscono con maggiore frequenza i nostri territori, insieme al crescente lavoro di informazione e sensibilizzazione di Legambiente e di tante altre organizzazioni, hanno aumentato l’attenzione delle persone e la loro volontà di “fare qualcosa”. È in questo contesto che si inseriscono i nostri campi: offrire a volontari e volontarie la possibilità di toccare con mano gli effetti della crisi climatica, comprendere l’impatto delle nostre scelte sui territori e acquisire gli strumenti per trasformare questa attenzione in azioni concrete”.
Marta Battaglia, presidente di Legambiente Sardegna: “Quello che accade nel Sinis con le Sentinelle è l’esempio tangibile di quanto possa essere fertile la collaborazione tra turisti e istituzioni se l’esperienza di vacanza è accompagnata da un’informazione capillare, scientifica e accessibile sul valore dei luoghi e sugli impatti ambientali legati a comportamenti scorretti. In un momento in cui la Sardegna lavora alla nuova legge sulla rete ecologica regionale, questa esperienza conferma il ruolo fondamentale delle aree protette come laboratori in cui si sperimentano buone pratiche da mettere a fattor comune". Cesare Agostini, coordinatore campi Legambiente: “Al di là dei dati e dei risultati numerici, quelli delle Sentinelle di Legambiente non sono semplici interventi per ricordare le regole da rispettare in spiaggia. Il nostro è principalmente un lavoro di consapevolezza. Quando incontriamo i bagnanti, desideriamo comunicare loro il ‘privilegio di trovarsi all’interno di un’Area Marina Protetta’ e di poter ‘abitare’ un ambiente unico e prezioso, da rispettare e da custodire. Le nostre spiagge non sono luoghi da consumare, ma luoghi da abitare con rispetto. Pertanto non siamo qui per dire cosa non fare, ma per spiegare perché vale la pena proteggere la magia che abbiamo davanti agli occhi”.