Dieci mesi e 19 giorni di attesa per una visita cardiologica con elettrocardiogramma. La prima disponibilità indicata dal Cup per l’area che comprende Cagliari, Sulcis e Medio Campidano è quella del 2 aprile 2027. Un termine che mette in luce le difficoltà che permangono nell’accesso ad alcune prestazioni specialistiche, soprattutto per controlli diagnostici fondamentali per i pazienti. Come è “ovvio”, per chi ha necessità di effettuare l’esame in tempi più rapidi, una delle alternative resta sempre il ricorso alle strutture private. Una possibilità che però non tutti possono sostenere, anche alla luce dei costi spesso elevati delle visite.

Quello delle liste d’attesa, però, non è un problema nuovo per la sanità sarda. Da qui la necessità, più volte ribadita dalle aziende sanitarie, di mettere in campo interventi straordinari per cercare di ridurre i tempi di accesso alle prestazioni. La visita cardiologica in questione si presenta nonostante il piano annunciato nei mesi scorsi dalla Asl di Cagliari e dall’Arnas Brotzu per il recupero delle liste d’attesa.

Il progetto, sostenuto da uno stanziamento regionale da 5 milioni di euro e presentato a fine 2025, punta a recuperare circa 30mila prenotazioni attraverso attività di recall e un incremento delle prestazioni affidate anche ai soggetti privati accreditati. Tra le prestazioni interessate figurano esami diagnostici come mammografie, ecografie, ecodoppler ed elettrocardiogrammi, oltre a diverse visite specialistiche, comprese quelle cardiologiche. Anche l’Arnas Brotzu aveva annunciato l’avvio di un programma straordinario finalizzato alla riduzione delle liste d’attesa, con un potenziamento delle attività cliniche, diagnostiche e chirurgiche nelle diverse strutture specialistiche aziendali, con sedute aggiuntive nei giorni prefestivi e festivi.

(Unioneonline/v.f.)

© Riproduzione riservata