Mentre viene declassato il livello di allerta, il bilancio dei vigili del fuoco parla di 700 interventi complessivi nei tre giorni in cui il ciclone Harry ha devastato la Sardegna.

Le chiamate sono state soprattutto per interventi di assistenza alla popolazione, per prosciugamenti di scantinati e cantine, recupero di beni e sopralluoghi congiunti con i vari enti per verificare le condizioni del normale deflusso dei corsi d’acqua.

La Regione intanto si muove: nel pomeriggio sopralluogo della presidente della Regione Alessandra Todde nelle aree del Sud Sardegna maggiormente colpite dal maltempo, in particolare Maddalena spiaggia a Capoterra, il porticciolo di Perd'e Sali a Sarroch e l'area archeologica di Nora, dove sono emersi danni anche al patrimonio storico e culturale.

La presidente ha sentito il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ma anche il vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, «che mi ha contattato per sincerarsi della situazione e per manifestare attenzione verso quanto sta accadendo nel nostro territorio. Ringrazio entrambi, Salvini e Tajani, per la vicinanza espressa alla Sardegna». «Osservare direttamente i luoghi colpiti consente di comprendere fino in fondo la gravità di quanto accaduto e, allo stesso tempo, il lavoro importante svolto in queste ore dalla macchina pubblica».

A Nora «si coglie con evidenza la forza degli elementi e l'impatto che il mare ha avuto su uno dei siti più identitari della Sardegna. È un colpo al nostro patrimonio, che richiederà risorse adeguate, tempo e grande attenzione per consentire il pieno recupero e la restituzione del sito alla comunità». 

Sul tema dello stato di calamità naturale, Todde ha spiegato che è in corso un confronto operativo con i sindaci e con la Protezione civile regionale: «Abbiamo chiesto alle amministrazioni comunali di attivarsi per avanzare formalmente la richiesta. La volontà è muoversi nel più breve tempo possibile, sia per completare la stima sia per consentire l'accesso agli strumenti previsti dallo stato di calamità».

(Unioneonline)

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