«L'indagine condotta sui mercati delle rotte domestiche da e per la Sicilia e la Sardegna non ha fatto emergere fenomeni collusivi in relazione al funzionamento degli algoritmi di prezzo o alla concreta dinamica dei prezzi (collegabili all'eventuale presenza di un parallelismo di comportamento tra vettori)».

Si legge nel rapporto finale Antitrust pubblicato oggi nel bollettino, dopo che si è chiusa il 16 dicembre scorso l'indagine avviata nel novembre 2023 sul caro-voli per la Sicilia e la Sardegna a ridosso delle pause estiva e natalizia, come denunciato più volte dalle associazioni dei consumatori.

L’Authority non nega «problematiche nella possibilità per i consumatori di comparare adeguatamente le tariffe aeree». Gli utenti «non riescono a beneficiare appieno delle differenze, anche significative, nei prezzi praticati dai diversi vettori attivi sulle rotte». «Le condizioni di trasparenza e comparabilità influenzano infatti la mobilità della domanda, in particolare nel caso di servizi complessi, quale è oggi il servizio di trasporto aereo passeggeri, con effetti sul livello dei prezzi e sugli incentivi al confronto concorrenziale tra operatori», sottolinea l’Antitrust.

Dal rapporto finale, comunque, non emergono condotte illegittime da parte delle compagnie. E neanche si può dire che il problema sia il dispositivo da cui si cerca il biglietto: per nessuno dei vettori presi in esame l'indagine ha evidenziato una variabilità significativa dei prezzi offerti ai diversi dispositivi».

Primo vettore per i collegamenti con la Sardegna, evidenzia l’Antitrust, è Ryanair, con una quota del 35-40%. Seguono Aeroitalia (20-25%) e Ita (15-20%), gli altri principali operatori sono Volotea (10-15%) e easyJet (5-10%).

L'Antitrust ricorda anche le politiche di sostegno regionali: sia la Regione Siciliana che la Regione Sardegna attuano politiche per la continuità territoriale a beneficio di una serie di categorie collegate al territorio insulare.

(Unioneonline)

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