Un piccolo oratorio privato, consacrato ma senza più volto né indirizzo, citato in una visita pastorale del 1745 e poi inghiottito dal silenzio. È da questo enigma che prende le mosse la conferenza organizzata dall’UTE di Tempio Pausania, martedì 3 marzo, Palazzo degli Scolopi, ore 16:30, aperta a tutti, del dottor Nicola Vasa, dedicata a “L’oratorio scomparso di Donna Vittoria Riccio”.

Un’indagine durata anni, tra archivi diocesani, memorie familiari e rilievi architettonici, culminata in una scoperta sorprendente. Nel 1745 il vescovo di Ampurias e Civita, Salvator Angelo Cadello Cugia, annotò l’esistenza a Tempio di un oratorio privato, attiguo alla casa della nobildonna Vittoria Riccio. Poi, più nulla. Fino a ieri una figura quasi sconosciuta, oggi restituita alla storia: moglie di Pietro Misorro Sini e madre di Maddalena Misorro Riccio, imparentata con il futuro marchese Pes di Villamarina. Un tassello che riporta al cuore del potere nobiliare tempiese del Settecento. La svolta arriva nell’Ottocento, quando nel palazzo dei Misorro si stabilisce il sacerdote aggiesu Giovanni Battista Peru.

Dietro una porta seicentesca chiusa a chiave, trova l’oratorio ancora consacrato, intatto, come sospeso nel tempo. Lo riapre al culto e lo custodisce fino alla morte, nel 1924. Le memorie dei nipoti, tra cui Nicola Vasa, e i racconti, parlano di preghiere davanti a un crocifisso d’argento. Una storia che i presenti alla conferenza potranno scoprire come parte viva dell’identità di questa comunità.

© Riproduzione riservata