Comparirà domani davanti alla gip Marcella Pinna, l’uomo (40 anni, di Tempio), accusato di avere esploso diversi colpi di pistola (una 357 Magnum) contro un giovane di cittadinanza marocchina. I fatti sono avvenuti il 27 giugno a Cannigione e il presunto responsabile dell’aggressione (indagato per lesioni gravissime) è stato arrestato dai Carabinieri di Olbia e trasferito in carcere.

L’inchiesta coordinata dal procuratore facente funzioni di Tempio, Alessandro Bosco, sta facendo emerge un antefatto che è stato classificato come violenza xenofoba. La vittima (colpita al un ginocchio e ricoverata in ospedale a Olbia) sarebbe stata insultata con epiteti a sfondo razziale prima di essere raggiunta dai proiettili.

La persona arrestata (assistita dal penalista Jacopo Merlini) ha fornito una versione dei fatti diametralmente opposta rispetto a quella del pubblico ministero, l’uomo ha dichiarato di essere lui la vittima dell’aggressione e di essere stato costretto a impugnare la pistola per difendersi. Inoltre i colpi sarebbero partiti inavvertitamente mentre la vittima cercava di disarmare il tempiese. I Carabinieri di Olbia hanno raccolto testimonianze e acquisito le immagini di un sistema di videosorveglianza di una area di servizio. 

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