Il Commissariato di Olbia “promosso” al rango di “Posto da primo dirigente” ma senza personale. Un paradosso inaccettabile secondo i sindacati ed è la condizione dei presidi della Polizia di Stato in tutto il Nord Sardegna, a partire dalla Questura di Sassari. Le sigle sindacali nei prossimi giorni si confronteranno con il ministero degli Interni sulle nuove piante organiche e parlano apertamente di “miopia istituzionale”, denunciando il numero esiguo di trasferimenti di agenti nel Nord dell’Isola e il mancato invio di neo formati dal  231° corso per allievi della Polizia di Stato.

Tra Questura di Sassari e Commissariato di Olbia secondo la sigla sindacale Siulp mancano circa 200 unità. Massimiliano Pala è il segretario provinciale del Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia, dice: «Questa situazione di sotto organico incide sulla capacità di garantire un adeguato livello di sicurezza e di controllo del territorio, mettendo in difficoltà non solo gli operatori di polizia, chiamati quotidianamente a svolgere il proprio servizio in condizioni di crescente pressione e carico di lavoro, ma anche l’intera collettività, che ha diritto a un presidio sempre più efficace e continuativo della legalità».

Nei documenti del Siulp si legge che l’attuale organico del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Olbia si compone di appena 57 operatori, cui si aggiungono 8 unità della Polizia Scientifica, per un bacino operativo che ha una estensione territoriale di oltre 1.280 km² e una popolazione stabile di circa 75mila abitanti. Il Siulp ha segnalato al ministero dell’Interno, che Olbia è il principale nodo infrastrutturale della Sardegna, con il porto passeggeri più trafficato d’Italia (oltre 3,6 milioni di viaggiatori nel 2024) e l’aeroporto internazionale “Costa Smeralda” che ha registrato 3,8 milioni di passeggeri nello stesso anno ( con un + 18 per cento rispetto al 2023). Pala conclude: «È necessario un adeguamento immediato dell’assetto operativo del Commissariato Pubblica Sicurezza di Olbia che si regge su un organico esiguo, totalmente sproporzionato rispetto alle funzioni svolte e alla pressione territoriale». 

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