La chiesa del Santo Bambino, tra fede, contrasti religiosi e tradizione militare
Festa solenne a La Maddalena(foto Ronchi)
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Una storia singolare, intrecciata con la fede e con le tensioni religiose del Novecento, quella della chiesa del Santo Bambino di Praga a La Maddalena, celebrata domenica scorsa con una messa solenne molto partecipata. Un edificio sacro che porta già nel nome il segno di una contrapposizione profonda: quella tra cattolici e protestanti valdesi, particolarmente accesa sull’isola nei primi anni del ’900.
Non è un caso, infatti, che la nuova chiesa, consacrata nel 1933, venne dedicata al Santo Bambino di Praga, simbolo della riconquista cattolica della città boema nel 1670. Una scelta fortemente identitaria, sostenuta allora dal parroco Antonio Vico.
Alla consacrazione partecipò anche padre Salvatore Vico, fondatore della congregazione delle Figlie di Gesù Crocifisso, oggi presente in Africa e nelle Americhe. Negli anni l’edificio divenne la chiesa della Regia Marina Militare: nell’abside furono raffigurate navi da guerra e Santa Barbara, patrona dei marinai, a suggellare un legame mai interrotto. Il vescovo Albino Morera ne riconobbe l’importanza, ipotizzandone l’elevazione a parrocchia.
Qui operarono sacerdoti molto amati, come don Giuseppe Riva, fondatore dell’Oasi Serena, e don Raimondo Satta, poi parroco di Porto Cervo. La celebrazione di domenica, preceduta da una processione attorno alla chiesa e officiata dai tre sacerdoti dell’isola, ha visto la presenza di numerosi fedeli e della rappresentanza militare, testimonianza di un rapporto che affonda le radici nella storia e continua ancora oggi.
