Delitto Meloni, i familiari della vittima:"I colpevoli adesso devono pagare"
«Al perdono ci penserà il Padreterno. Ora i responsabili devono pagare per quello che hanno fatto: hanno ammazzato un uomo buono».Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La vedova e la figlia di Riccardo Meloni, imprenditore quartese ucciso in un tentativo di rapina, rigettano la richiesta di scuse avanzata dai genitori di Gaetano Borriello, accusato assieme ad altri tre amici. «Ci hanno rovinato la vita», sussurrano con la voce rotta dal dolore e dalla rabbia, «come si può definirli bravi ragazzi? La giustizia non deve fare sconti». E Francesca aggiunge: «Il colpevole dell'omicidio deve pagare. La chiave della sua cella deve sparire per sempre».
L'AZIENDA Le scuse della famiglia di Gaetano Borriello, reo confesso dell'omicidio dell'imprenditore quartese, per ora sono un argomento che non le riguarda. «Ha ucciso un marito, un padre, un nonno, un amico, un lavoratore, un esempio di bontà e generosità per tanti».
Francesca, dalla sede dell'azienda di famiglia, la General Frigo nella zona industriale di Elmas, tanti anni fa ha anche conosciuto quello che sarebbe poi diventato il killer di suo padre: «Alle medie ero in classe con la sorella e mio fratello con un'altra sorella. Lui era piccolo, avrà avuto uno o due anni».
CITOFONO «Ci hanno distrutto la vita», ripete la vedova dal citofono della casa della figlia. «Come si fa a dire che erano bravi ragazzi? Come fa l'assassino a dire che non voleva uccidere? I bravi ragazzi non vanno in giro con una pistola, soprattutto con una pistola carica, perché prima o poi ci può scappare la tragedia». Francesca rincara la dose: «Chi ha sparato ha l'aggravante. Ma anche gli altri hanno responsabilità enormi e devono pagare il loro conto con la giustizia. Non esistono attenuanti: chi guidava perché ha seguito l'auto dei miei genitori? Chi era nel sedile di dietro perché ha preso le chiavi della Bmw dell'amico ed è salito con gli altri due per farsi un giro? E quando hanno visto passamontagna e pistola perché non si sono opposti? Saranno anche dei ragazzi, dei giovani con tutta la vita davanti. Ma erano e sono pericolosi. Al posto di mio padre ci poteva essere chiunque. E poi avevano alle loro spalle già diversi colpi».