Carceri distinte non più solo in "alta" e "media" sicurezza, ma istituti che prevedano un "regime ordinario" e uno "aperto" con custodia attenuata per i meno pericolosi. Il progetto del Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria 'Circuiti Regionali' vedrà la luce "a breve" e distinguerà le modalità di custodia a seconda della pericolosità dei detenuti, e non solo per la loro posizione giuridica.

Illustrando il piano per alleviare il sovraffollamento e migliorare le condizioni lavorative all'interno delle carceri il capo del Dap, Giovanni Tamburino, ha spiegato che si andrà a regime il prima possibile: si partirà nella prima decade di aprile dall'istituto di Carinola, in Campania, che da carcere di alta sicurezza diventerà un istituto di media sicurezza, a custodia attenuata. "Sappiamo che non è la panacea, anche perché non riguarderà tutti i 65mila detenuti - ha detto Tamburino - ma è un passo avanti importante, che farà da prologo per ulteriori sviluppi per una maggiore efficienza".

In base al progetto, in Sardegna verranno chiuse le carceri di Iglesias e Macomer. Saranno case di reclusione ad alta sicurezza gli istituti di Tempio Pausania (Nuchis) e Oristano (Massama). I nuovi istituti di Cagliari (Uta) e Sassari ospiteranno, invece, i detenuti in media sicurezza e in 41 bis. Una custodia a regime attenuato sarà avviata ad Alghero.

LA REAZIONE - "Ci mobiliteremo per difendere le carceri di Iglesias e Macomer". Così la Presidente del Consiglio regionale, Claudia Lombardo, commenta il progetto "Circuiti regionali" messo a punto dal Dap e presentato questa mattina a Roma. In Sardegna il Dipartimento prevede appunto la chiusura nei due centri penitenziari del Sulcis e del Marghine e la riorganizzazione del sistema con l'istituzione di un circuito fondato sulla differenziazione degli istituti per tipologie detentive su base regionale. "Va bene la razionale ricerca di risparmiare risorse pubbliche - ha sottolineato la presidente Lombardo - ma non si può chiudere un carcere, come quello di Iglesias, che rappresenta una risorsa del territorio, perché è funzionale per gli agenti che vi operano e perché può vantare un'ottima gestione dei detenuti, soprattutto in un momento di emergenza per le carceri italiane, in cui è indispensabile migliorare la qualità di vita dei detenuti e le condizioni di lavoro del personale penitenziario". "Lo Stato non può abbandonare i territori più deboli - ha concluso la Presidente - è necessario invece potenziare e migliorare, non sopprimere lo stato sociale, ricorrendo a formule di risparmio che rappresentano una forte penalizzazione per le comunità del Sulcis e del Marghine. E' l'ennesima sconfitta per il cittadino che merita servizi e diritti nel territorio".
© Riproduzione riservata