Giulini: «Nuovi soci nel Cagliari, con lo stadio potrebbero avere la maggioranza»
Il presidente rossoblù: «Sull’iter dell’impianto due partite aperte col Comune, sono fiducioso»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Assemblea della Lega Calcio Serie A quest’oggi a Milano, dove a prendere la parola è anche Tommaso Giulini. Il presidente del Cagliari, dopo le indiscrezioni di ieri, chiarisce sulla possibilità di passare la mano ai soci guidati da Maurizio Fiori. «La nostra situazione societaria è molto semplice», le sue parole a margine dell’assemblea. «Ho sempre detto che non avrei potuto – e voluto – occuparmi da solo della costruzione del nuovo stadio. Di recente abbiamo potuto inserire nuovi investitori, che hanno come primo interesse quello dello stadio principalmente».
La questione soci è chiara, secondo Giulini. «Qualora la partita del nuovo stadio – come mi auguro – dovesse andare avanti la quota di proprietà di questi investitori potrebbe salire: non nei termini che ho letto in questi giorni, ma è la mia volontà. Io mi sono sempre occupato di metalli, sono un industriale e non un immobiliarista che può gestire una responsabilità enorme per la Sardegna di costruire lo stadio né quantomeno sostenere da solo un investimento altrettanto grande. Al momento questi investitori sono in minoranza, se il progetto stadio dovesse andare avanti potrebbero passare in maggioranza».
Il discorso soci è inevitabilmente legato, dunque, a quello dello stadio. Dove la partita per Euro 2032 è apertissima, nonostante gli innumerevoli ritardi: «Lato nostro siamo ancora più avanti di tante città. Questo, però, purtroppo lo dico da qualche anno: spero di rimanere davanti ad altre città. Oggi la situazione è che noi abbiamo presentato a dicembre il Piano economico-finanziario definitivo: aspettiamo che il Comune ci dia l’ok per partire, e che loro poi possano partire con la gara internazionale da bandire e chi la vincerà costruirà lo stadio».
Ecco come Giulini spiega le difficoltà sul nuovo stadio del Cagliari. «Ci sono ancora due partite, mi risulta, aperte: una è sul diritto di superficie che il Comune non era convinto di darci così come l’abbiamo chiesto – ma tutti coloro che hanno avuto un’area in concessione dalla pubblica amministrazione in Italia l’hanno avuto e insistiamo per averlo. Siamo aperti ad ascoltare le richieste del Comune per non concedere questo diritto di superficie, in una modalità che potrebbe essere per loro non positiva nel momento in cui le banche lo volessero a loro volta ottenere per garantirsi. I legali stanno cercando un accordo e sono molto fiducioso che si possa ottenere e anche in tempi brevi».
In chiusura, Giulini elenca il secondo problema che sta bloccando l’iter per lo stadio. «L’altra questione mi risulta sia su parcheggi e canone», ricorda. «Voglio chiarire un aspetto: un conto è il canone che il Cagliari paga alla società veicolo che costruirà lo stadio, che credo sia di 2 milioni. Questo è l’importo che il Cagliari paga per avere lo stadio il giorno del matchday. Un conto è invece il canone fra la società veicolo e il Comune, che a nostro parere deve essere simbolico per far girare il Pef: ho sentito la sindaca di Genova parlare di canone a costo 0 per Marassi. A maggior ragione, se dovesse essere data al Comune la gestione dei parcheggi, riteniamo che il canone debba essere azzerato».
