Ancora un assalto a un portavalori in Sardegna, ancora un conflitto a fuoco e una scia di sangue lungo le strade dell’Isola.

Questa volta è accaduto a Giave, sulla Statale 131, ma in passato era toccato a Siliqua, Bonorva, Sassari, ancora sulla 131 fra Nuoro e Olbia, lungo la strada che collega Orani e Orotelli, e poi l’assalto alla Mondialpol di Sassari, fruttato ai banditi ben 11 milioni di euro.

A Siliqua, il 31 maggio 2022, l’assalto era fallito, con una dinamica simile a quella attuale: spari contro il blindato e auto in fiamme, i malviventi in fuga. Nel mirino un portavalori della Mondialpol, con i banditi che hanno dapprima fermato la corsa del mezzo ponendo due auto ad ostacolo sulla carregiata, e poi hanno aperto il fuoco all’impazzata.

Bisogna andare più indietro, al 2015, per un assalto analogo sulla 131, questa volta a Bonorva. I banditi hanno bloccato la carreggiata all'altezza del bivio per Bolotana con un camion da cava e due auto, una delle quali in fiamme. Hanno sparato con kalashnikov con lievi ferite ai danni di un vigilante, scaraventato a terra. Il bottino è allora ingente: mezzo milione di euro, con i malviventi che si dileguano rapidamente in direzione Cagliari.

E c’è forse la stessa mano quando, nel 2016, viene assaltata da un gruppo di una decina di malviventi la sede-fortino della Mondialpol di Sassari. I banditi arrivano sul posto con una ruspa caricata su un camion, sfondano il muro di cinta e fanno irruzione nell'edificio.Quindi la sparatoria fra il gruppo criminale e le guardie giurate, e miracolosamente nessun ferito. I banditi si danno alla fuga.

E ancora, sempre sulla 131, il terribile assalto fra Nuoro e Olbia, nel 2011, ai danni di un furgone diretto agli uffici postali e alle banche della Baronia. Nel violento urto fra il blindato dell'istituto di vigilanza “Over Security” di Nuoro - che ha a bordo un bottino attorno al mezzo milione di euro - e un camion cassonato, rubato dal commando a Siniscola per bloccarne la corsa, restano feriti i tre vigilantes e uno dei banditi.

Ancora più indietro, è il 1994, quando le strade della Barbagia si tingono di sangue: quello del vigilante Fabian Mele, 21 anni, originario di Nuoro, barbaramente ucciso da un commando formato da sette banditi armati con Kalashnikov e fucili militari Garand. Mancano pochi minuti alle 8 di mattina, quando il furgone portavalori su cui si trova Mele, lungo la strada che collega Orani a Orotelli viene assalto dai banditi che sparano centinaia di proiettili e lanciano bombe a mano. Due i colleghi di Mele che riescono a salvarsi, riportando però diverse ferite. I rapinatori scappano con un bottino di 280 milioni.

(Unioneonline/v.l.)

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