SarrochArt 2026 chiude con il tutto esaurito: il cinema diventa racconto della comunità
Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Si è chiusa con una grande partecipazione di pubblico l'edizione 2026 di SarrochArt – Festival delle Arti Visive, che nello scorso weekend ha trasformato Casa Mascia nel punto di incontro tra cinema, territorio e comunità.
Le due serate finali hanno restituito ai cittadini il lavoro svolto nelle settimane precedenti all'interno dei laboratori cinematografici, coinvolgendo bambini, ragazzi e adulti in un progetto che ha raccontato Sarroch attraverso lo sguardo dei suoi abitanti. Sullo schermo sono stati presentati i due cortometraggi realizzati dai partecipanti insieme ai professionisti del festival, affiancati dalle proiezioni di Blu Oltremare di Matteo Incollu e Fratelli di Matteo Manunta, entrambi presenti per dialogare con il pubblico.
L'edizione 2026, promossa dal Comune di Sarroch con il sostegno della Fondazione di Sardegna e dell'assessorato regionale alla Pubblica Istruzione, ha confermato la crescita di un festival che negli anni ha ampliato il proprio orizzonte, trasformandosi da rassegna dedicata alle arti visive a progetto culturale capace di coinvolgere attivamente la cittadinanza.
Il percorso è iniziato nei primi giorni di giugno con due laboratori di cinema che hanno coinvolto complessivamente circa venticinque partecipanti tra bambini, adolescenti e adulti. Più che semplici attività formative, i laboratori si sono trasformati in occasioni di confronto e di osservazione del territorio, accompagnando i partecipanti nella costruzione di un racconto collettivo fatto di luoghi, memorie e identità.
«Con SarrochArt 2026 intendiamo consolidare un percorso culturale che mette al centro la partecipazione della comunità», spiega l'assessora alla Cultura e alla Pubblica Istruzione Rebecca Scano. «La cultura non è soltanto occasione di incontro, ma uno strumento di crescita, formazione e condivisione. Il cinema permette di guardare il territorio con occhi diversi e di trasformare luoghi, memorie e relazioni in un racconto collettivo.»
Secondo l'assessora, il festival rappresenta oggi uno degli strumenti attraverso cui rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. «L'edizione 2026 segna un passaggio importante perché porta il cinema dentro la comunità e lo trasforma in un'occasione di dialogo tra generazioni. Il valore più autentico del progetto è costruire cultura insieme al territorio, rendendo i cittadini parte attiva del racconto.»
Al centro dell'edizione appena conclusa c'è stato anche il lavoro del direttore artistico Stefano Cau, coordinatore dei laboratori cinematografici, che ha puntato sul dialogo tra generazioni. Bambini, ragazzi e adulti hanno condiviso un percorso creativo che ha unito memoria, esperienza e nuovi linguaggi audiovisivi, dimostrando come il cinema possa diventare uno strumento di partecipazione e di lettura del territorio.
I due cortometraggi realizzati durante il festival raccontano infatti una Sarroch osservata da prospettive diverse, costruita attraverso lo sguardo dei partecipanti e restituita alla comunità durante le serate finali. Un'esperienza che ha trovato una risposta significativa nella presenza del pubblico, protagonista di una chiusura vissuta come un momento di festa e di condivisione.
L'esperienza di quest'anno apre anche uno sguardo sul futuro. Grazie alle sue caratteristiche paesaggistiche, alla vicinanza con Cagliari e all'interesse già mostrato in passato da produzioni cinematografiche, Sarroch punta a rafforzare il proprio ruolo nel panorama audiovisivo regionale, facendo del festival un'occasione stabile di formazione, promozione culturale e valorizzazione del territorio.
Con la conclusione dell'edizione 2026, SarrochArt conferma così la propria capacità di mettere in relazione arte, educazione e partecipazione, lasciando in eredità non solo due cortometraggi, ma anche un'esperienza condivisa che racconta il paese attraverso lo sguardo della sua comunità.
