Il Metal Easter Fest ritorna al Cueva di Quartucciu: sul palco i romagnoli Skulld
Presenti all’evento anche altre quattro band isolanePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una celebrazione che ritorna per ogni Pasqua, nel segno della cultura metallica: anche in questo 2026 il Cueva Rock di Quartucciu ospiterà il Metal Easter Fest, annuale ritrovo primaverile per gli appassionati del genere in tutto l'hinterland. Dalle 21 di sabato 4 apriranno le porte del locale, vedendo un'ora dopo sul palco i romagnoli Skulld, alla testa di una line-up che sarà completata dagli isolani Posthuman Abomination, Grim Prophecy, Dexal e Mistrust.
Gli ospiti in trasferta
Formati nel 2019 tra Cesena e Forlì, gli Skulld hanno l'ambizioso obiettivo di mescolare il death metal svedese di vecchia scuola con un immaginario sciamanico ed esoterico, radicato in tematiche fortemente femministe e antifasciste. I membri vengono tutti da pregresse esperienze nelle scene punk, hardcore e do-it-yourself, noti solo come Pamela (voce), Monti e Rappo (chitarre), Ciufs (basso), e Teo (batteria), a cui due anni si è aggiunta anche la terza chitarra di Moqi, inizialmente solo turnista.
Nel 2020 danno alle stampe l'extended-play di debutto "Reinventing Darkness", in una co-produzione tra varie label di genere italiane e internazionali, nella quale mostrano fin da subito una scrittura veloce e affilata, con influenze dal crust punk e da un suo derivato ancor più estremo, lo stenchcore. Quattro anni dopo giunge il momento dell'esordio in studio "The Portal Is Open", che arricchisce la tavolozza sonora del gruppo con ispirazioni anche da black metal e hardcore, esplorando ancora più a fondo visioni pagane, mitologiche e legate alla femminilità, tra riferimenti esoterici e letterari. Una scia che prosegue anche nell'ultimissimo "Abyss Call To Abyss", pubblicato lo scorso 30 gennaio.
Le formazioni isolane
Creati verso la fine del decennio scorso, i Posthuman Abomination esordiscono con "Transcending Embodiment" nel 2018, in una direzione musicale già intrisa del death metal dai versanti brutal e cyber, testimoniato anche dal successivo "Mankind Recall" (2022): ne fanno parte Lorenzo Orrù (voce), Max Santarelli (chitarra) Andrea Pillitu (basso) e Marco Coghe (batteria), già militanti in band come Devangelic e Xenomorphic Contamination.
Sono invece una formazione ormai storica i sassaresi Dexal, che debuttano già nel 2009 con l'omonima demo, acerbo concentrato di thrash metal influenzato dall'ondata metallica americana di metà anni Novanta. Ma il quintetto, che si compone di Diego (voce), Giovanni e Dante (chitarre), Alessio (basso) e Roberto (batteria), è inaspettatamente tornato a dieci anni dal primo capitolo con il primo disco in studio "Volume 500", ora verso lidi più chiaramente sludge metal.
Vengono invece dal capoluogo i Grim Prophecy, che partendo dalle fondamenta sonore thrash-death vanno a miscelare anche doom e black metal, con una decisa ispirazione heavy blues condivisa dai membri Alex Cau (voce), Manu Pes (chitarra), Maurizio Serreli (basso) e Mattia Murtas (batteria). Creati appena l'anno scorso, i Mistrust tendono invece all'hardcore punk, e nello specifico verso la variante beatdown, a cui aggiungono forti richiami al rap pesante.
