I Nomadi chiudono i trentasei anni di Rocce Rosse Blues a Lanusei
La storica formazione emiliana sul palco dell'Istituto SalesianoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una band che è stata protagonista di un'indimenticabile stagione della musica italiana, ancora in forze sei decenni dopo: e proprio alla storica formazione emiliana dei Nomadi viene affidato il compito di calare il sipario sulla trentaseiesima edizione del Rocce Rosse Blues, in un'annata che ha visto l'Ogliastra illuminarsi per Elio e le Storie Tese, Colosseum, Modena City Ramblers, Bandabardò e tanti altri ancora. Appuntamento nell'area spettacoli dell'Istituto Salesiano Don Bosco a Lanusei, questo sabato alle 21:30, a chiudere una rassegna sostenuta dalla Regione e dai Comuni coinvolti.
Ben sessantatré anni di storia accompagnano il gruppo, in arrivo nel capoluogo ogliastrino a esattamente un anno dalla pubblicazione dell'ultimo lavoro "Nomadi Live al Teatro Dal Verme", che segue di un decennio il precedente disco dal vivo. E proprio in quella serata milanese è contenuta una grande parte del mito dei Nomadi, con classici quali "Noi non ci saremo", "Gli aironi neri", "Auschwitz", "Canzone per un'amica", "Dio è morto" e "Io vagabondo", concepiti tutti in epoche distanti tra loro e simbolici di un brillante percorso che non può assolutamente considerarsi concluso. Infatti, nonostante le ormai lontane origini nella Bassa emiliana dei primi anni Sessanta, quella dei Nomadi è una carriera che ha superato generazioni, cambi di formazione, successi, perdite e nuovi inizi.
Dall'esordio di "Donna, la prima donna" al fortunato incontro con il compianto Francesco Guccini – che ha dato avvio a una delle stagioni più creative per la band – e ancora i grandi successi degli anni Settanta, quella prima e irripetibile fase dei Nomadi è stata opera di Beppe Carletti e Augusto Daolio, fino alla prematura scomparsa di quest'ultimo nel 1992. E in uno dei passaggi più difficili della vita del gruppo, Carletti e gli altri membri hanno trovato il coraggio di non lasciar tramontare una grande eredità della musica italiana: e trentuno anni dopo, trascorsi fra nuove incisioni, concerti dal vivo e migliaia di chilometri percorsi in tour, i Nomadi hanno festeggiato i sessant'anni di attività con "Cartoline da qui", trentottesimo album in studio con dodici nuovi brani intrisi di attualità, esperienze individuali e questioni collettive, temi presenti da sempre nella loro produzione. E nello stesso anno, sono stati ricevuti al Qurinale dal Presidente Sergio Mattarella, in occasione proprio del sessantenario.
Sul palco di Lanusei Carletti viene affiancato dai più recenti membri Yuri Cilloni (voce dal 2017), Sergio Reggioli (violino e voce, dal 1998), Cico Falzone (chitarre e cori, dal 1990), Massimo Vecchi (basso e voce, dal 1998) e Domenico Inguaggiato (batteria dal 2023). Sei musicisti che incarnano differenti generazioni e che rinnovano l'acclamato repertorio senza perdere il contatto con le radici, grazie anche all'immancabile sostegno del "popolo nomade", aficionados di lungo e nuovo corso che ormai da decenni accompagna la band negli appuntamernti dal vivo, ormai giunti alla cifra di ben novanta concerti all'anno.
