Il 2025 è stato l’anno dei record per il turismo in Sardegna. I dati presentati lo scorso febbraio alla BIT di Milano dall’assessore del Turismo, Francesco Cuccureddu, parlano di oltre 20 milioni di presenze, con un +15% rispetto al 2024. L’isola si attesta tra le destinazioni più attrattive del Mediterraneo, e non solo come meta estiva. I riconoscimenti arrivano anche in ambito internazionale: la Sardegna è stata inserita da Lonely Planet tra le 25 migliori destinazioni turistiche al mondo per il 2026, unica regione europea presente in classifica. Tra i principali driver di viaggio si conferma, ancora una volta, l’enogastronomia. Cresce quindi il valore strategico della ristorazione. Ora che la stagione turistica è alle porte e i dati confermano il cibo tra gli elementi più attrattivi dell’esperienza di viaggio, come si prepara l’isola ad accogliere i turisti gastronomici?

Lo abbiamo chiesto ad Alberto Melis, titolare del gruppo Antica Cagliari, marchio storico della ristorazione nel capoluogo. I suoi locali si trovano in alcune delle zone più frequentate dai visitatori, come via Sardegna, nel quartiere Marina, e il lungomare Poetto. La sua esperienza offre un osservatorio privilegiato per comprendere l’evoluzione dell’offerta gastronomica cittadina.

“La presenza turistica è cambiata molto negli ultimi anni – spiega Alberto Melis –, è più eterogenea, ma soprattutto è cambiato il profilo dei visitatori. Sono molto più esigenti e informati e non si accontentano di mangiare bene, ma cercano un’esperienza di viaggio, un racconto che attraverso la cucina li guidi alla scoperta di un territorio, della sua cultura, della sua identità. La sfida è presentare un’offerta autentica con un linguaggio contemporaneo, in grado di intercettare gusti diversi e di sorprendere un pubblico più curioso e internazionale”. Anche la ristorazione cagliaritana, negli ultimi anni, ha conosciuto una crescita significativa, sia in termini qualitativi che di proposta. L’apertura del Bistrot, che affianca il ristorante storico di via Sardegna, rappresenta la risposta del gruppo Antica Cagliari a queste nuove tendenze. L’autenticità e la passione per la cucina tradizionale restano punti fermi, ma si affiancano a un percorso di sperimentazione che rilegge le ricette tipiche in chiave contemporanea. I piatti vengono talvolta alleggeriti, talvolta reinterpretati con influenze internazionali, mantenendo però un legame riconoscibile con la tradizione.

Il concept del Bistrot è usare la creatività come linguaggio per portare la cucina tradizionale nel presente. L’ambiente è informale, con richiami a uno stile metropolitano, pensato per accogliere una clientela trasversale. Uno spazio libero di condivisione, punto di incontro per aperitivi, pasti veloci e momenti conviviali che si prolungano oltre il tempo della cena, come accade nelle conversazioni tra amici

La proposta del “business lunch”, disponibile anche il sabato, va in questa direzione: offrire un pasto veloce e leggero a cittadini e turisti che passeggiano per il centro e vogliono godersi un momento di relax. La materia prima resta centrale – pesce, ingredienti locali e stagionali – ma cambia il modo in cui viene valorizzata. Si sperimentano abbinamenti e tecniche di cottura differenti, con l’obiettivo di rendere i piatti più attuali e capaci di sorprendere. La creatività diventa così il linguaggio attraverso cui la ristorazione si rinnova, adattandosi a un modo diverso di vivere il cibo: meno rituale, più esperienziale. Sul sito del gruppo compare una frase significativa: “Che cos’è la cucina se non una forma d’arte?”. Domanda retorica che racchiude una visione precisa: trasformare qualcosa di conosciuto in qualcosa di nuovo che parli a tutti, proprio come accade con l’arte.

È questa, forse, una delle sfide più rilevanti per la Sardegna: raccontare una tradizione culinaria millenaria attraverso esperienze contemporanee, in grado di emozionare il turista curioso senza perdere il legame con l’identità dell’isola.

Informazione promozionale a cura di Antica Cagliari

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