Si attraversa l'ingresso di una domu de Janas per approdare a un'arena sulla quale domina la figura di Grazia Deledda, a cent'anni dal conferimento del premio Nobel: così si presenta la Regione Sardegna in questa edizione del Salone del libro di Torino. Lo spazio della Regione Sardegna non appare come una semplice vetrina istituzionale, ma come un dispositivo narrativo: il tema scelto, “La volta dipinta di stelle”, arriva da “L’anellino d’argento” di Deledda e dialoga con quello generale del Salone, “Il mondo salvato dai ragazzini”. L’infanzia come forza conoscitiva, capacità di guardare il mondo con stupore prima che diventi abitudine.

Nella prima giornata, i laboratori del Club Jane Austen dedicati a Grazia Deledda hanno accompagnato ragazze e ragazzi dentro i personaggi e i temi delle sue storie: identità, libertà, desiderio di emancipazione, rapporto con la terra, destino, comunità. Ed è sulla figura di questa “madre sarda” che è proseguita la giornata, con gli interventi di Franca Carboni, Gonaria Floris ed Elena Gagliardi, la presentazione del film “Quasi Grazia” di Peter Marcias ispirato all’omonimo libro di Marcello Fois, per concludersi con il racconto da parte di Neria De Giovanni del rapporto tra Deledda e Roma.

La seconda giornata ha confermato questa direzione. I laboratori di illustrazione condotti da Claudia Piras, il dialogo su Grazia Deledda e il cibo con Giovanni Fancello e Stefano Resmini, il progetto Luoghi Letterari Sardegna con Gianmarco Murru e Giulio Pisano hanno composto un mosaico in cui le storie incontrano territorio, immagine, cucina e geografia dei luoghi narrati. Nel pomeriggio, le musiche di Gavino Murgia hanno introdotto la sezione dedicata alle Domus de Janas, con il volume di Andrea Gambula e Giuseppa Tanda e l’incontro sull’inserimento delle Domus come sessantunesimo sito Unesco italiano. 

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Accanto allo Spazio Sardegna, l’AES ha portato al Salone anche una riflessione sulla bibliodiversità, con il costituendo Coordinamento nazionale delle Associazioni Regionali Editori, che riunisce realtà di otto regioni e rappresenta 225 case editrici. In un mercato sempre più concentrato su pochi attori, gli editori territoriali rappresentano un necessario presidio di pluralità, raccontando lingue e comunità che altrimenti rischierebbero di diventare periferia del discorso nazionale.

Il programma di oggi, sabato 16 maggio, prosegue con i laboratori per ragazzi a cura di Diego Corraine, emancipazione femminile con La casa del geranio rosso di Sra Agus e poi archeologia, narrativa storica, lingua e temi civili: si va dalle donne di Giovanni Antonio Sanna all’ombra di Montevecchio, nel volume curato da Laura Lanza, alle tombe ipogeiche della Sardegna preistorica, dai racconti sulla pace scritti dai ragazzi ai volumi in catalano di Alghero per la scuola primaria. Ampio spazio anche alla figura di Giovanni Antonio Porcheddu, il sardo che inventò il cemento armato, e a quella di Beppe, suo figlio, maestro dell’illustrazione e della grafica italiana della prima metà del secolo scorso.

Al giro di boa del Salone, con le guerre alle porte e la crisi che morde i salari e le certezze, un’affluenza che promette di essere da record certifica che i libri e le storie continuano a essere il più grande rifugio per l'umanità, il modo più potente con cui tenere viva la nostra fantasia.

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