Una nuova realtà culturale si affaccia nel panorama associativo di Capoterra. Si chiama "Sa Fundurulla" ed è una compagnia teatrale nata con l'obiettivo di promuovere il teatro come strumento di aggregazione, valorizzare la lingua sarda e custodire il patrimonio culturale del territorio. La compagnia è il risultato dell'iniziativa di un gruppo di appassionati che, dopo anni di esperienze condivise sul palcoscenico, ha deciso di dare vita a un'associazione stabile. Attualmente conta 19 soci, accomunati dalla volontà di investire tempo e competenze per arricchire l'offerta culturale della città.

Alla guida dell'associazione c'è Marina Piano, presidente, affiancata dal vicepresidente Giuseppe Palmas, dal segretario Gabriele Casu, dal tesoriere Efisio Saddi e dai consiglieri Maria Rita Cappai, Raffaele Puddu e Roberto Ancis. «Sa Fundurulla nasce dal desiderio di custodire una tradizione teatrale che a Capoterra ha radici profonde, ma anche dalla volontà di guardare al futuro con entusiasmo e nuove idee», spiega la presidente Marina Piano. «Il nostro obiettivo è creare uno spazio aperto, dove il teatro diventi occasione di incontro, crescita e partecipazione per tutta la comunità».

Anche il nome scelto racconta lo spirito dell'associazione. Nella tradizione popolare sarda, sa fundurulla è il deposito del vino che rimane sul fondo delle bottiglie o delle anfore. Un elemento che potrebbe sembrare uno scarto, ma che per la compagnia rappresenta memoria, identità e rinascita. Un significato richiamato anche dal logo, che raffigura un'anfora ricomposta dai propri frammenti, simbolo di una cultura che si rinnova senza dimenticare le proprie origini. Per Capoterra si tratta di una nuova scommessa culturale che punta a coinvolgere cittadini di ogni età e a rafforzare il legame tra tradizione e partecipazione, con l'ambizione di trasformare la passione per il teatro in un patrimonio condiviso dall'intera comunità.

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