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Ipovedente e navigatore al rally: "Ma una norma ora me lo vieta". E fa lo sciopero della fame

Francesco Cozzula, 39enne di Osilo, sceglie una protesta estrema
francesco cozzula durante un rally (foto inviata dall intervistato)
Francesco Cozzula durante un rally (foto inviata dall'intervistato)

Dal 2005 al 2016 ha partecipato a 69 gare di rally come navigatore. Poi stop: qualcuno ha deciso che non potesse più farlo.

Francesco Cozzula, ipovedente 39enne di Osilo, protesta da allora e adesso ha scelto un gesto estremo, ossia lo sciopero della fame.

Nell'automobilismo, disabili e normodotati rientrano nella stessa categoria ma lui, dice, era l'unico navigatore - cioè quello che dà le informazioni al pilota - che non aveva la patente.

I problemi alla vista si sono aggravati nel 2001, ma nonostante questo lui in pista ci è rimasto per oltre dieci anni.

"Nel 2016 la federazione Aci Sport ha modificato una norma che impone invece che anche il navigatore abbia la patente", e Francesco quindi non può più gareggiare.

Ha protestato ufficialmente?

"Più volte ho chiesto la modifica del regolamento, ma la risposta è sempre stata un no".

Con quali motivazioni?

"Intanto, appunto, la norma è cambiata, e poi per motivi di sicurezza: se per esempio il pilota si sentisse male, sostengono, non potrei soccorrerlo o dargli un supporto".

Non sembra una ragione tanto infondata...

"Ma in qualsiasi tipo di incidente il navigatore potrebbe essere in difficoltà, vuoi per lo spavento, vuoi per la concitazione. E proprio per questo ho preso delle abilitazioni particolari di primo soccorso e un attestato per antincendio lieve, in caso di fuoco alla vettura".

Qual era il suo compito a bordo?

"Alla partenza chi è al volante dà delle indicazioni, io poi gliele leggo. Non serve vedere la strada: sento lo scorrere del percorso, mi rendo conto benissimo di dove siamo a seconda delle vibrazioni. Quando un senso, nel mio caso la vista, viene a mancare allora gli altri si potenziano per colmare il gap".

Succede anche a lei quindi?

"Sì, ho un udito molto potente, e così l'olfatto. In una stanza buia non vedo nulla ma sento gli ostacoli con l'orecchio".

Da quanto non mangia?

"Da otto giorni. Però bevo".

Le istituzioni cosa dicono?

"Che la decisione spetta alla federazione".

Cosa chiede?

"Il cambio della norma, visto il bagaglio di esperienza che ho già acquisito, e di prendere anche il mio caso come un veicolo per altri disabili che non hanno la possibilità di praticare questo tipo di sport. Prendiamo ad esempio l'esperienza della Tesla, la macchina che viaggia da sola. Fino a qualche anno fa era impossibile anche solo pensarlo, ora è realtà. Perché non può essere una realtà anche per me?".

Sabrina Schiesaro

(Unioneonline)

Nel caso in cui la federazione Aci sport volesse rispondere, può scrivere a redazioneweb@unionesarda.it

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