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l'iniziativa

Lavoro e sport come rinascita: la Dinamo in visita alla Comunità di S'Aspru

La delegazione sassarese era composta da Michele Vitali, Marco Spissu, Daniele Magro ed Edoardo Casalone
la delegazione sassarese a s aspru (foto dinamo)
La delegazione sassarese a S'Aspru (foto Dinamo)

Nata 37 anni fa grazie a padre Salvatore Morittu, S'Aspru è stata la prima comunità sarda per il recupero dei tossicodipendenti, e anche una delle prime in Italia. E oggi si occupa anche di altre dipendenze, come l'alcolismo e la ludopatia.

Ieri su quella collina del territorio di Siligo è arrivata una delegazione della Dinamo Banco di Sardegna coi giocatori Michele Vitali, Marco Spissu e Daniele Magro accompagnati dal vice allenatore Edoardo Casalone e da Viola Frongia, responsabile Fondazione Dinamo.

Accolti con entusiasmo dal responsabile della struttura Marco Ladu e dagli operatori che ogni giorno lavorano a S'Aspru, i ragazzi hanno scoperto la storia di un luogo che accoglie una trentina di uomini tra i 18 e 60 anni.

S'Aspru propone a chi è finito fuori rotta un percorso comunitario lungo e difficile, quasi atemporale, dove l'aria che si respira è pura e il tempo batte a una velocità diversa, lontano dal caos e dalla frenetica quotidianità, dove la liberazione dalle dipendenze passa attraverso il lavoro della terra, il riappropriarsi della propria coscienza, il ritorno alle attività manuali come metafora di riacquisizione di talenti professionali e spirituali.

La delegazione si è immersa negli spazi di lavoro: dalla falegnameria all'allevamento, dall'orto che permette ai ragazzi di coltivare e produrre a chilometro zero verdura e frutta, alle cucine dove alcuni sono impegnati a cucinare ogni giorno per i propri compagni di cammino.

Ma il momento più suggestivo è stato l'incontro nello spazio della sala principale con tutti i ragazzi della comunità in uno scambio di domande, riflessioni e curiosità con i giganti. Dalle classiche domande ai giocatori sulle difficoltà nel conciliare vita privata e professionismo, al cammino personale degli atleti fino a sviscerare tematiche più profonde come il ruolo dello sport come alternativa a imboccare strade sbagliate. Quasi un'ora di chiacchierata densa di significati, tra persone di età ed esperienze di vita diverse, riunite in un arricchente incontro di scambio e confronto.

Prima dei saluti, al termine della chiacchierata, i ragazzi della comunità hanno voluto donare alla delegazione un formaggio, frutto del lavoro di tutto S'Aspru: da chi ha foraggiato le bestie, a chi ha munto il latte fino a chi ha materialmente confezionato il formaggio, sostenuto da tutti quelli che lavorano perché la casa comunitaria sia sempre in funzione e in ordine.

In una semplice forma di pecorino, consegnata dal responsabile Marco Ladu all'assistant Edoardo Casalone, è racchiuso il lavoro di una intera comunità di ragazzi e uomini che ogni giorno affrontano tra le difficoltà il cammino di liberazione dalle dipendenze.

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