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Il caso

Basket in carrozzina, Simula separato in casa da un mese. Dinamo Lab: "Se vuole può riprendere"

Scoppia il caso di gian Pietro Simula, ala pivot di 44 anni alla quarta stagione con la Dinamo Lab
gian pietro simula della dinamo lab (foto vanna chessa)
Gian Pietro Simula della Dinamo Lab (foto Vanna Chessa)

Nella Dinamo Sassari Lab, società di basket in carrozzina che milita in serie A, è scoppiato il caso Gian Pietro Simula. L'ala pivot quarantaquattrenne, alla quarta stagione con la società turritana, non si allena con la squadra da un mese e, non essendosi concretizzata la richiesta di svincolo presentata dal giocatore alla società, domanda che sarebbe dovuta essere stata esaudita entro il 30 novembre scorso, rischia di doversi fermare, almeno per un anno, dopo ventidue di onorata carriera.

Simula, oltre a scudetti, Coppe Italia e Supercoppe, in carriera vanta un oro europeo conquistato con la nazionale italiana nel 2003: una serie di trionfi che gli sono valsi anche la medaglia al valor sportivo e il patentino di allenatore, donatogli dalla Federazione per meriti sportivi. Dopo un mese di attesa, l'atleta ha voluto raccontare la propria versione dei fatti, a cui la Dinamo Lab ha risposto attraverso le dichiarazioni del vice presidente Gianmario Dettori, che ha gettato acqua sul fuoco e ricordato che per il numero sei le porte del palazzetto sono aperte. Andiamo con ordine.

LA VERSIONE DI SIMULA - Il martedì dopo la prima di campionato, mentre la Dinamo Lab stava disputando una partitella di allenamento, i giocatori si sarebbero fermati per un attimo. Il coach Raimondi avrebbe chiesto il perché e Simula avrebbe motivato lo stop con l'intenzione di lasciare parlare il coach visto che stava dando istruzioni a un compagno. A quel punto, il giocatore-allenatore avrebbe invitato, per due volte, Simula ad andarsene a casa e lui lo avrebbe fatto senza ribattere.

"Mi ha detto di andarmene via, di andare a casa e così ho fatto, senza fiatare. In tribuna c'erano la mia compagna e le mie bambine, non era una bella situazione. L'indomani ho chiamato diversi dirigenti ma non ho ricevuto risposta, però dopo qualche ora uno di loro mi ha inviato un sms, che ovviamente non renderò mai pubblico, in cui mi informava che non facevo più parte della Dinamo Lab".

Dopo qualche giorno Simula avrebbe parlato con il vice presidente Dettori per trovare una soluzione. "È stato un incontro molto cordiale in cui, vista la situazione, gli ho chiesto di essere svincolato. Il vice presidente mi ha chiesto di pazientare una settimana, poiché c'erano dei contratti da chiudere, e poi avremo risolto il mio problema. Quando l'ho ricontattato, però, mi è stato detto che non mi avrebbero svincolato".

Simula in campo (foto Vanna Chessa)
Simula in campo (foto Vanna Chessa)

Da regolamento, dopo il 30 novembre è possibile ottenere gli svincoli solo in caso di cambio di residenza, interesse nazionale o motivi di studio, quindi, l'unica soluzione, per il campione sassarese sarebbe riprendere ad allenarsi con la Dinamo Lab. "Il vice presidente dichiara che sono ancora un giocatore della Dinamo Lab e posso tornare in qualsiasi momento, ma come faccio a tornare se per un mese intero non ho sentito nessuno? Con quale spirito? Gli ingranaggi si sono rotti. E poi, perché il mio nome non compare più nel roster della Dinamo? E fino a poche ore fa nemmeno sul sito ufficiale?".

Nell'ambiente l'assenza di Gian Pietro Simula non era passata inosservata e diverse società avevano proposto una maglia al giocatore sassarese. Ma la sabbia nella clessidra del mese di novembre è finita prima di stipulare altri accordi. "Ho sempre pensato che avrei smesso per mia scelta, quando sarebbe arrivato il momento. E dire che avevo fatto un'ottima preparazione ed ero in gran forma, pronto a dare una grande mano alla squadra, credevo nel progetto e avevo un forte attaccamento alla maglia. Ho ricevuto molta solidarietà dall'Italia e dall'estero, ma non mi spiego come possa essermi capitata una cosa simile, ho sempre avuto rispetto per tutti, dentro e fuori dal campo".

LA RISPOSTA DELLA DINAMO LAB - La società ha scelto di esprimersi attraverso il vice presidente Gianmario Dettori, che ha rilasciato una dichiarazione ufficiale che sa di apertura nei confronti di Simula. "In primo luogo sembra giusto evidenziare che il sig. Simula non è stato assolutamente allontanato dalla società, ma è stato lui, motu proprio, a interrompere gli allenamenti. Quanto al resto purtroppo non si sono concretizzati i presupposti per il passaggio alla società che era interessata al suo tesseramento ma, come già spiegato a lui, verbalmente e per iscritto, la società non intende ostacolare la sua volontà di giocare a pallacanestro: Gian Pietro Simula è e resta un giocatore della Dinamo Lab e -qualora lo voglia- può riprendere ad allenarsi e giocare in qualsiasi momento. Spero pertanto che questa vicenda si concluda al meglio".

La società interessata a cui Dettori fa riferimento sarebbe il Porto Torres, con cui però non sarebbe stato trovato un accordo, che avrebbe dovuto riguardare uno scambio di giocatori. In merito all'assenza del nome del giocatore nel roster pubblicato sul sito ufficiale, l'addetta stampa della società, Valentina Sanna, ha precisato che "il sito è stato messo online alcuni giorni fa ma è tuttora in aggiornamento, mancano ancora alcuni dirigenti e persino la sezione dedicata alle partite".

SOLUZIONE - Se le porte della Dinamo Lab sono ancora aperte e visto che i termini per un eventuale svincolo sono stati ormai abbondantemente superati, la soluzione per non rinunciare alla palla a spicchi sarebbe solo una: tornare. Alla richiesta diretta, Gian Pietro Simula ha risposto così: "Tornare alla Dinamo? Non sarebbe facile, perché se si fosse chiarito subito sarebbe stato diverso. Adesso, umanamente, non riuscirei a riprendere, mi sentirei un estraneo. In queste settimane dei compagni ho sentito solo Tore Arghittu, ma lui è un amico, da ben vent'anni".

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