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Villacidro, va in scena Zapping: tutti insieme contro le difficoltà

Una festa con un significato speciale: "Le barriere si possono abbattere anche con l'inclusione e l'integrazione"

Una festa per scambiarsi gli auguri di Natale tra divertimento e spensieratezza, ma anche per ribadire che le barriere si possono abbattere con l'inclusione e l'integrazione. Questo il significato e lo scopo di "Zapping", lo spettacolo proposto del centro di riabilitazione globale Ctr di Villacidro, che si occupa di autismo e altre difficoltà adattative, con il quale hanno collaborato il "Piccolo Teatro Umoristico" di San Gavino e l'Asd "Pattini in libertà" di Carbonia.

Allo spettacolo sono confluiti i partecipanti dei due progetti di recitazione e sport, "Tutti in scena" e "Pattini in libertà", che l'equipe Ctr ha promosso, e hanno preso parte attivamente anche molti loro genitori. "Ci fa molto piacere assistere alla risposta della comunità, perché questo ci dà la consapevolezza di procedere nella direzione giusta, che per noi è quella dell'inclusione" ha commentato Erica Atzeni, , pedagogista dell'equipe Ctr.

Babbi Natale tra gli spettatori
Babbi Natale tra gli spettatori

Una serata con significativi momenti di divertimento, condiviso tra i bambini e ragazzi del centro riabilitativo e i compagni che frequentano con loro le scuole dei due istituti comprensivi del paese. Poi Babbo Natale è arrivato veramente, anzi più di uno, sui pattini a rotelle, a donare caramelle per tutti e ad accompagnare il clima festoso e l'ironia degli sketch proposti dal vivo, dallo schermo di una TV immaginaria.

"Voglio ringraziare tutte le insegnanti degli istituti scolastici che hanno collaborato con noi" ha tenuto a ricordare Erica Atzeni, "perché hanno promosso un percorso sull'attenzione verso chi è in difficoltà, che va oltre la condivisione degli spazi e dei tempi della scuola. Atteggiamenti maturati nei compagni, come 'ti cerco anche fuori dalla scuola' o 'mi ricordo che ci sei anche quando non siamo in aula' sono importanti, perché consentono di accogliere e sostenere i ragazzi con diversi i tipi di difficoltà anche quando si esaurirà la loro esperienza scolastica. Perché l'inclusione deve essere promossa ovunque, non si realizza solo in un centro riabilitativo, ma nella società".

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