SPETTACOLI

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Sassari, due spettacoli chiudono la rassegna "Cartellone"

Appuntamenti venerdì e sabato al Teatro Ferroviario
alessandro doro (foto ufficio stampa)
Alessandro Doro (foto ufficio stampa)

Danza, teatro e poesia negli ultimi due appuntamenti della rassegna "Cartellone" organizzata dalla Compagnia La Botte e il Cilindro e ospitata al Teatro Ferroviario di Sassari.

Venerdì 22 novembre alle 21 Meridiano Zero presenta "Eppoinulla" di e con Alessandro Doro, sabato 23 novembre alla stessa ora la compagnia "Dietro le quinte danza" propone "Alle raus -tutti fuori" coreografie e regia di Ilaria Frau.

"Eppoinulla" è uno spettacolo sul modo di "recitare" poesia e sulle possibilità del linguaggio del teatro, del contemporaneo, del post moderno, un divertissement, che non rinuncia al kitsch, e che come tale va preso, nonostante chieda molto al pubblico. Alessandro Doro spiega: "È diviso in tre sezioni: Le variazioni, Le antifilastrocche e le tragedie, con una preazione, un intermezzo e un commiato. Mi sono lasciato affascinare dall'idea di una sorta di lecture, con tanto di slide, video, interventi audio che talvolta approfondiscono la materia trattata, talvolta tentano di sviare il discorso, ma nel complesso tessono una ragnatela che cattura sensi, suoni, riferimenti, suggestioni".

Il tema di "Alle raus -tutti fuori" è uno spaccato della vita quotidiana degli anni Trenta quando le giovani donne sognavano una "vie en rose", i bimbi giocavano spensierati e gli uomini ammiravano affascinanti e sensuali ragazze negli spettacoli di cabaret. "Questa quotidianità fu interrotta dall'entrata in vigore delle leggi razziali - spiega la coreografa Ilaria Frau - dalla creazione dei campi di prigionia e dallo sterminio di milioni di persone. 'Alle raus', vale a dire 'tutti fuori', era l'ordine che i soldati nazisti impartivano ai prigionieri per farli uscire dai treni o dalle baracche, ma può essere usato come monito affinché si stia 'tutti fuori' dalle guerre e dalle ingiustizie perché l'umanità impari a non ripetere gli errori che, purtroppo, ancora oggi si ostina a commettere. Per non dimenticare e nella speranza che l'uomo, un giorno, impari a dare il giusto valore nei confronti della vita di un altro essere umano".

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