I SARDI NEL MONDO - NOTIZIE

la commemorazione

Cerimonia a Biella per il Giorno della Memoria, la poesia di Nicola Loi

Presente una rappresentanza della comunità sarda
(foto circolo culturale sardo su nuraghe )
(foto circolo culturale sardo "Su Nuraghe")

Cerimonia oggi a Biella in occasione del Giorno della Memoria.

Alla celebrazione ha preso parte la comunità sarda con anche una poesia appositamente composta da Nicola Loi di Ortueri.

In mattinata, al ghetto ebraico di Biella Piazzo, alla presenza delle massime autorità civili, religiose e militari locali, il prefetto Franca Tancredi, ha deposto tre rose bianche avvolte nel nastro tricolore. Al suo fianco, il primo cittadino Claudio Corradino e il sindaco di Callabiana, Lorenzo Vercellotti.

"Sotto la lapide che ricorda le vittime biellesi della Shoah - spiega Simmaco Cabiddu del circolo sardo "Su Nuraghe" - è stata poi deposta la corona di alloro della Comunità ebraica di Biella, decorata con fiocco bianco-grigio nei colori delle divise dei deportati, omaggiata anche dal vescovo Roberto Farinella".

La giornata è proseguita con la visita all'antica sinagoga e l'ingresso nelle sale di Palazzo La Marmora per le orazioni ufficiali e la consegna delle medaglie d'onore riservate ai cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti.

La poesia di Nicola Loi:

Sa Die 'e sa Memoria

Iscrio pro sa Die 'e sa Memoria,

Chi s'omine mantenzat cuss'ammentu.

Sa 'irgonza pius manna de s'istoria,

Chi postu at totucantos in turmentu.

Tratados che un' 'aca, o unu 'itellu,

Istrupiados, nieddos, ebreos.

Mandados totucantos a masellu,

Postos in mesu a malos-anneos.

Sas mamas che sos sorighes tratadas,

Esperimentos pro s'umanidade.

Apertas, puntas a fines brujadas,

In numen de s'ariana beridade.

Los ant passados tra fritu e fogu,

Sos betzos mannos e sa pitzinnia.

Falados a chijina in-dogni logu,

Prejoneris de cussa tirannia.

Sos trenos pienaiant a muntones,

Cun suferentzia e malu-tratamentu.

Peus de bestias postos in vagones,

Che-i su fumu chi moet su 'entu.

Tratados che su peus bascaramene,

Fit un'inferru mannu not'e die.

Tutu istasidos e morind' 'e famene,

In mesu a s'astraore e-a su nie.

In-d-una pena iscurtzos e nudos,

Sena isetu in su disisperu.

Ma totucantos sunt restados mudos,

E oe narant puru: no est beru!

Politicos de dogni natzìone,

Ant giradu sa car'a s'ater'ala.

Totus sos mannos de sa religione,

Cuddos in penas. issos in sa gala.

Sa vida baliat una chibudda,

No deviant bogare mancu alenu.

Deretu los bochiant pro unu nudda,

Pro eletricu, fogu o pro velenu.

E oe custa nostra umanidade,

Chi ancora gherrende est in totue.

Deviat connoscher pius sa piedade,

Pero sighit a andare a pesa-rue.

***

Il Giorno della Memoria

Scrivo per il Giorno della Memoria,

affinché l'uomo conservi quel ricordo.

La vergogna più grande della storia,

Che posto ha tutti quanti in tormento.

Trattati come una vacca, o un vitello,

Disabili, neri, ebrei.

Mandati tutti quanti a macello,

Messi in mezzo a brutti dolori.

Le mamme come sorci trattate,

Esperimenti per l'umanità.

Squartate, infilzate, infine bruciate,

Nel nome dell'ariana verità.

Li hanno passati tra freddo e fuoco,

I troppo vecchi e i bambini.

Ridotti a cenere in ogni luogo,

Prigionieri di quella tirannia.

I treni riempivano a mucchi,

Con sofferenza e malo trattamento.

Peggio delle bestie messi nei vagoni,

Come fumo che muove il vento.

Trattati come le peggiori macerie,

Era un inferno grande notte e giorno.

Tutti magri e morendo di fame,

In mezzo al ghiaccio e alla neve

In una pena scalzi e nudi,

Senza speranze nella disperazione.

Ma tutti quanti sono rimasti muti,

E oggi dicono pure: non è vero!

Politici di ogni nazione,

Hanno girato la faccia dall'altra parte.

Tutti i grandi della religione,

Quelli in pena, loro in gala.

La vita valeva una cipolla,

Non dovevano neppure fiatare.

Subito li uccidevano per un nulla,

Con l'elettricità, il fuoco o per veleno.

Oggi questa nostra umanità,

Che ancora in guerra è dappertutto.

Dovrebbe conoscere più la pietà,

Però continua ad andare tra alzate e cadute.

(Unioneonline/s.s.)

***

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