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Fratelli originari di Sarule realizzano ad Alba un nuraghe con soli tappi di sughero

Salvatore e Mario Cossu e la loro passione per le opere d'arte
i fratelli mario e salvatore cossu davanti al loro nuraghe (foto oggianu)
I fratelli Mario e Salvatore Cossu davanti al loro nuraghe (foto Oggianu)

Hanno impiegato nove mesi, con l'utilizzo di 40mila tappi di sughero usati, provenienti dalla Sardegna, per costruire un nuraghe, alto poco più di tre metri, a pochi chilometri da Alba, nel cuore delle Langhe piemontesi.

Un nuraghe che rappresenta l'ultima grande opera dei fratelli Cossu, Salvatore (66 anni) e Mario (64 anni), entrambi pensionati, originari di Sarule, che hanno realizzato nel giardino della loro cascina a Neive (centro poco distante da Alba), un piccolo museo all'aperto, tutto sardo, con il rivestimento di oggetti vari, come fioriere, posacenere, arredi per la casa e altro. Tutto rigorosamente in sughero, quello dei tappi prodotti in Sardegna, per conservare l'eccellente vino delle Langhe.

Le opere dei fratelli Cossu costituiscono un vero gioiello di quell'originale museo, con le opere esposte che attirano la curiosità dei turisti, della gente del posto, a partire dal presidente della Regione Alberto Cirio (originario di quei luoghi), che ha elogiato l'iniziativa dei fratelli sarulesi. "È la passione per la mia terra di origine, che non ho mai dimenticato - dice Salvatore Cossu - e che ho lasciato quando avevo 19 anni per arruolarmi nella Guardia di Finanza. Mi dedico a fare queste opere sin da quando ero giovane e ora che sono in pensione ancora di più".

Hanno tante idee i fratelli Cossu, ma la principale resta il nuraghe: "Simbolo silenzioso della nostra amata terra".

Francesco Oggianu

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