POLITICA

crisi di governo

Governo Conte, i numeri al Senato

153 i voti di fiducia praticamente certi, il governo punta a 158
(ansa)
(Ansa)

Sono ore febbrili al Senato. Il pallottoliere della maggioranza dà per certi 153 sì alla fiducia ma altri senatori sono incerti e in particolare in queste ore si rincorrono le voci su alcuni senatori di Forza Italia, tra i 2 e i 4, che potrebbero votare per il governo. "Al Senato ci saranno 158 voti", è la previsione di Bruno Tabacci, uno dei tessitori della stabilità della legislatura.

Dopo l'intervento del premier Giuseppe Conte, è cominciato il dibattito al Senato (QUI la diretta).

E si stanno chiarendo le posizioni in campo: dopo il sì di Pier Ferdinando Casini e di Mario Monti, il "vedremo" del Psi Riccardo Nencini, ha spento le speranze della maggioranza Emma Bonino. "Ci serve un governo forte e responsabile e quello di Conte non lo era prima e non lo sarà dopo. Per questo non gli voterò la fiducia", spiega l'ex commissario europeo. Dice sì l'ex M5s Maurizio Buccarella che finora non aveva dichiarato il voto.

Sono 153 i sì ad ora ritenuti certi per la maggioranza: 91 M5s (senza Castiello), 35 Pd, 4 senatori del Maie, 6 di Leu più Sandro Ruotolo, 7 delle Autonomie, i senatori a vita Elena Cattaneo, Liliana Segre, Mario Monti. E ancora, dal Misto: Sandra Lonardo, Tommaso Cerno, gli ex M5s Maurizio Buccarella, Gregorio De Falco, Lelio Ciampolillo e Luigi Di Marzio anche se gli ultimi due non hanno confermato.

Ma anche se Antonio Tajani si dice "tranquillo" garantendo che "Fi è compatta sul no", contatti sarebbero in corso per convincere alcuni senatori azzurri. Conferma l'astensione invece Italia Viva, convinta che il gruppo voterà compatto al Senato e non ci saranno crepe come invece successo ieri alla Camera. Resta nell'alveo di centrodestra l'Udc, oggi presente all'ennesimo vertice di centrodestra che accusa il premier di trasformismo.

Ma la senatrice Binetti non è così tranchant: "Oggi voto no ma non si può essere manichei, dopo mai dire mai".

Non siamo alla fine della crisi. Incassata la prevedibile fiducia del Senato grazie all'astensione dei renziani, inizia la vera partita: le trattative di Conte con i centristi o con Italia Viva, anche oggi in aula destinataria di un pesante attacco, ancor più di quello di ieri.

Non è indifferente il numero di voti che il governo riuscirà a racimolare: la maggioranza assoluta è a 161, sarebbe una vittoria su tutta la linea di Giuseppe Conte e una netta sconfitta di Matteo Renzi, che passerebbe all'opposizione. Ma il premier punta a quota 158, la maggioranza al netto dei senatori a vita.

(Unioneonline/L)

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