POLITICA

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Il discorso di Giuseppe Conte

"Una crisi irresponsabile", le parole del premier nell'intervento al Senato
il premier conte in senato (foto ansa)
Il premier Conte in Senato (foto Ansa)

"Quando si sceglie la via del dialogo voi non avete mai trovato le porte chiuse. A un certo punto avete scelto la strada dell'aggressione e degli attacchi mediatici, avete cominciato a parlare fuori e non dentro. La rispettiamo ma possiamo dire che forse non è la scelta migliore negli interessi del Paese?".

Così Giuseppe Conte ha replicato all'intervento di Renzi al Senato.

Poi ha ammesso: "C'è un problema di numeri, se non ci sono questo governo va a casa. Se invece otterremo la fiducia valuteremo un rafforzamento della squadra di governo".

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Secondo round al Senato per Giuseppe Conte, la sfida più difficile dopo la fiducia incassata alla Camera con 321 sì, 6 in più della maggioranza assoluta e anche grazie al supporto di sette ex M5S del Gruppo Misto e dell'ex forzista Renata Polverini.

Al momento le stime ondeggiano tra i 152 e i 157 voti, quanto basta per tenere in piedi il Governo in vista di future alleanze cui lavorare in tempi brevi.

Per il premier un discorso di un'ora circa rivolto come ieri ai "volenterosi" che hanno a cuore il destino dell'Italia.

Quindi il dibattito parlamentare (qui LA DIRETTA), intervallato da una pausa, e intorno alle 17.30 l'eventuale replica del premier. Poi le dichiarazioni di voto e la "chiama" dei senatori per la votazione. Il risultato del voto di fiducia è atteso attorno alle 20.30.

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La seduta si è aperta con un minuto di silenzio e poi un lungo applauso per commemorare lo storico dirigente del Pci Emanuele Macaluso, morto a 96 anni e ricordato anche dal premier Conte in apertura del suo intervento.

PROGETTO E VISIONE - Quindi un esordio, per Giuseppe Conte, che ricalca quanto riferito ieri alla Camera: il suo convinto ancoraggio, dal 9 settembre 2019, "ai valori costituzionali, e la solida vocazione europeista per consentire all'Italia di tornare protagonista nello scenario europeo".

"La prospettiva era quello di un disegno riformatore ampio e coraggioso, progetto politico che avrebbe segnato l'inizio di una nuova stagione riformatrice - spiega il premier - , per una società più equa e inclusiva in direzione della crescita economica, della sostenibilità, della coesione sociale e territopriale e nell'orizzonte del pieno sviluppo della persona umana".

"Ancora oggi - ha chiarito - riguardando quei 29 punti programmatici seppur in circostanze complesse ritengo ci fosse visione e un chiaro investimento di fiducia".

CRISI PANDEMICA - "Poi l'uragano della pandemia, che sta scuotendo in profondità la nostra società e ci ha costretto a rivedere priorità, relazioni e modelli di sviluppo. Stiamo affrontando una sfida di portata epocale in una società che sembra riprecipitata al passato, alle prese con le paure ataviche, profondamente fragile. Le certezze sono state messe in discussione, con la politica costretta a misurarsi con scienza e tecnica come mai prima d'ora nella difficoltà di offrire risposte efficaci a una severa crisi sanitaria ed economica".

RESPONSABILITA' - "Ancora oggi - ha aggiunto - questa maggioranza ha mostrato e sta mostrando grande responsabilità, soprattutto nei passaggi più critici con confronti serrati a tutti livelli, anche regionali e comunali secondo un principio di leale collaborazione e con la finalità di strategie di intervento efficaci".

CONFRONTO - "Siamo stati mossi dalla consapevolezza del confronto dialettico, per operare sintesi di superiore interesse collettivo - ha ancora specificato Conte -. Abbiamo assunto sempre le decisioni più giuste? Ciascuno trarrà le sue valutazioni. Da pare mia posso confermare il massimo scrupolo e la massima consapevolezza per le conseguenze di immane portata cui sapevamo saremmo arrivati. Qui a testa alta, per la consapevolezza di chi ha impegnato tutte le proprie energie fisiche e intellettive per offrire la migliore protezione possibile alla comunità nazionale".

RISTORI - "Siamo stati mossi dalla consapevolezza - la precisazione - che solo tutelando la salute avremmo tutelato il tessuto produtivo del Paese. Poi abbiamo messo in campo ingenti risorse a sostegno di lavoratori, impresi e categorie fragili, seppur non vengo a dire che questi ristori riescano a colmare appieno le perdite subite".

RILANCIO DEL PAESE - "Non abbiamo mai rinunciato a porre le basi per il rilancio del Paese: taglio superticket sanitari, cuneo fiscale, bonus edilizio solo alcuni esempi. Abbiamo raccolto la sfida di trasformare le difficoltà in opportunità, favorendo un ambiente più propenso a investimenti privati e rafforzamento delle competenze". "E ancora gli investimenti in ricerca, sanità, università, edilizia scolastica. L'assegno familiare, da luglio, volto a ridurre la pressione economica sulle famiglie".

INFRASTRUTTURE - "Abbiamo lavorato a un chiarimento del quadro normativo sugli investimenti anche in vista del Recovery Plan, con un percorso accelerato per la realizzazione delle opere pubbliche e con particolare riguardo alla creazione di premesse perché i funzionari possano lavorare con maggiore efficienza".

CONDIVISIONE E COLLABORAZIONE - "Tutto questo non sarebbe stato raggiunto senza condivisione, collaborazione, responsabilità in ciascuna forza politica".

"Quando si soffre si è più uniti, e in questi ultimi mesi si sono rafforzate le ragioni dello stare insieme. Fondamentale la responsabilità anche delle forze politiche di opposizione che hanno contribuito ad affrontare con responsabilità a passaggi critici come lo scostamento di bilancio, avanzando proposte concrete e qualificanti e conintamente accolte. E' grazie a questo dialogo che abbiamo potuto ad esempio potenziare misure a sostegno lavoratori autonomi e partite iva".

"Proprio nei momenti più critici dobbiamo ritrovare i valori alti della politica, quelle che muovono chi crede che la politica sia pensiero e azione orientato all'uomo, ai suoi bisogni e alle sue aspettative".

SULLA CRISI - "Si è aperta una crisi che deve trovare il chiarimento secondo i principi di trasparenza, canoni essenziali di una democrazia parlamentare - le parole di Conte - . Viviamo una crisi che avviene a pandemia ancora in corso, con le famiglie che stanno soffrendo la perdita dei propri cari. E io ho già confessato ieri di avvertire un certo disagio, perché sono qui oggi non per discutere misure a sostegno dei cittadini, ma per provare a spiegare una crisi in cui né i cittadini né io stesso ravvisiamo alcun fondamento". "Agli occhi dei cittadini quelle di questi giorni sono vicende dissipate, sterili. Con questa crisi la classe politica tutta rischia di perdere il contatto con la realtà. C'era davvero bisogno di aprire una crisi ora? No. E infatti abbiamo compiuto ogni sforzo con la massima disposinibilità per evitare che la crisi potesse esplodere".

LE ACCUSE - "In questi giorni", ha scandito il premier, ci sono state "continue pretese, continui rilanci concentrati peraltro e non casualmente su temi palesemente divisivi rispetto alle varie sensibilità delle forze di maggioranza. Di qui le accuse, a un tempo di immobilismo e di correre troppo, di accentrare i poteri e di non aver la capacità di decidere. Vi assicuro che è complicato governare con chi mina continuamente un equilibrio politico pazientemente raggiunto dalle forze di maggioranza".

FERITA PROFONDA - "Oggi viviamo una crisi che aperto una ferita profonda e ha provocato sgomento nel Paese, e che rischia di provocare danni alla nostra immagine internazionale. Non si può cancellare quel che è accaduto e occorre recuperare il clima di fiducia. Occorre voltare pagina, il Paese merita un governo coeso per favorire una pronta ripartenza e una incisiva ripresa economica".

LE URGENZE - "Fra le prossime urgenze portare fuori il paese dalla pandemia, anzitutto con la campagna vaccinale. E completare il Recovery Plan con urgenza"."Questo con uno sforzo collettivo e anzitutto il coinvolgimento delle varie categorie sindacali".

AMMORTIZZATORI SOCIALI - "Occorre introdurre una riforma che valga a razionalizzare il sistema degli ammortizzatori sociali e solide proposte di politiche attive del lavori. Marzo è già domani", ha riferito ricordando come, il 31 marzo, al momento sia prevista la fine del blocco dei licenziamenti.

RIFORMA ELETTORALE - Conte ha ribadito di puntare a una "riforma elettorale di stampo proporzionale, volta ad assicurare stabilità al sistema politico". E dunque favorire una rappresentanza che "restituisca al Parlamento un ruolo centrale nella definizione dell'indirizzo politico nazionale". "Dopo la Pandemia prevista anche la riflessione sulla revisione del Titolo V della Costituzione".

AUTONOMIE SPECIALI E MINORANZE LINGUISTICHE - Il premier ha poi ricordato l'importanza di "tutelare autonomie speciali e minoranze linguistiche. Un sistema che valorizzi le specifiche esigenze delle realtà territoriali, alcune per specificità territoriali e linguistiche".

L'APPELLO - "Servono forze volenterose e consapevoli, persone disponibili a riconoscere l'importanza della politica, strumento nobile ed efficace per far convivere le istanze, anche le più distanti. Abbiamo urgenza di fare politica, tanto più in un contesto di privazioni e differenza. Dobbiamo impedire che il malessere esploda in modo distruttivo, mentre la politica può renderlo produttivo e anzi favorire l'avanzamento della Nazione". "Puntiamo a un progetto politico chiaro e trasparente, indirizzato allo sviluppo sostenibile che sarà la nostra stella polare. Alleanza ad imprescindibile vocazione europeista, chiara scelta di campo contro derivazioni populiste e sovraniste. C'è già una base solida di dialogo con Pd, M5S e Leu. L'approccio deve essere limpido e trasparente, ma ci vuole chiara adesione a un progetto politico. Aiutateci a ripartire con la massima celerità". "Poniamo alle spalle il grave gesto di irresponsabilità che ci ha precipitato in questa condizione di incertezza".

Quindi l'appello finale: "Se il Parlamento vorrà accordare al governo la fiducia, garantisco a tutti i cittadini che non solo continueremo a impiegare tutte le nostre energie, fisiche e intellettive, per assolvere al nostro compito. Ma ci aggiungeremo anche, come sempre, il nostro cuore, perché la politica senza la "sympatheia", quel sentimento di reale condivisione, è una disciplina senz'anima. Costruiamo questo nuovo vincolo politico, rivolto alle forze parlamentari che hanno sostenuto con lealtà il governo e che è aperto a tutti coloro che hanno a cuore il destino dell'Italia. Io sono disposto a fare la mia parte. Viva l'Italia".

(Unioneonline/v.l.)

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