CRONACA SARDEGNA - SASSARI E PROVINCIA

L'attentato

Torralba, caccia ai dinamitardi
"L'ordigno poteva uccidere"

Una bomba piazzata davanti alla casa di un dipendente del caseificio Pinna. La dirigenza dell'azienda di Thiesi: "Siamo esterrefatti". Sospetti legami tra l'attentato e la vertenza latte

"Siamo esterrefatti davanti a un episodio di tale violenza. Il clima sulla vertenza latte si era finalmente rasserenato, anche grazie agli interventi del ministro Teresa Bellanova e all'impegno di tutti per trovare soluzioni strutturali. Non vorremmo che qualche esagitato, che non ha ben chiaro l'andamento dei fatti, avesse colpito un nostro collaboratore per mandare un messaggio a noi. Sarebbe assurdo e ingiustificato".

A parlare è Giommaria Pinna, amministratore delegato del caseificio fratelli Pinna di Thiesi, dopo l'attentato dinamitardo commesso da ignoti ai danni di un dipendente del caseificio residente a Torralba.

Qui, nella notte, ignoti hanno collocato un ordigno ad alto potenziale ("Poteva uccidere", dicono gli esperti) davanti all'abitazione dell'uomo, in via Grazia Deledda, facendolo detonare per poi dileguarsi.

I carabinieri della compagnia di Bonorva hanno avviato subito le indagini, per cercare di risalire ai responsabili.

Il sospetto è che l'atto intimidatorio nei confronti del dipendente - che non avrebbe mai ricevuto minacce prima d'ora - possa essere legato proprio alla vertenza sul prezzo del latte e alle manifestazioni di protesta condotte nei primi mesi del 2019 dai pastori, in seguito alle quali centinaia di allevatori sono stati denunciati e alcuni rinviati a giudizio.

(Unioneonline/l.f.)

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