CRONACA SARDEGNA - PROVINCIA DI CAGLIARI

la tragedia di Quartu

Lo zio ha provato a salvare Marco

Inutile la manovra disperata per rimettere l'auto in carreggiata
marco cogoni (foto l unione sarda)
Marco Cogoni (foto L'Unione Sarda)

Lo zio ha provato a rimettere la macchina in carreggiata con una contro-sterzata. Tentativo inutile, l'auto è slittata oltre la strada, volando in cunetta. Quasi certamente Marco Cogoni, calciatore di 19 anni, ha battuto il capo nell'abitacolo, procurandosi le ferite che ne hanno provocato la morte. È stato proprio Massimo Cogoni, che era al volante della macchina, a prestare i primi soccorsi al nipote. I medici del 118 poi hanno fatto di tutto, lo hanno adagiato su una lettiga ma l'ambulanza non si è mossa. Per Marco non c'era più nulla da fare. La polizia locale ha ricostruito l'accaduto. In merito il riserbo è totale. Difficile a questo punto capire la causa dell'incidente accaduto domenica pomeriggio in via dell'Autonomia regionale sarda: la macchina è volata fuori strada subito dopo una curva e il conducente non ha potuto fare nulla per evitare l'impatto nonostante il tentativo di ritornare in carreggiata con una brusca contro-sterzata. È una delle ipotesi alle quali stanno lavorando gli inquirenti che non danno conferme, né smentite.

Il Cagliari nel cuore

Marco Cogoni aveva deciso di trascorrere una serata a tifare il Cagliari, la sua squadra del cuore. Stava andando a prendere i biglietti per entrare allo stadio ma non ci è mai arrivato. Il Cagliari ora lo ricorda con un necrologio. «Il presidente e tutta la società partecipano con commozione al dolore della famiglia Cogoni». E poi anche il necrologio del Sant'Elena, altra squadra con la quale aveva giocato prima di vestire negli ultimi due anni la maglia del Muravera.

Una tragedia che va ad aggiungersi ad altri drammi che hanno già segnato la storia della famiglia del ragazzo. Tre anni fa la morte del cuginetto Luca, baby calciatore, vittima di una rovesciata sul campo del San Francesco. Un gesto di istinto, concluso con una caduta fatale. Marco era particolarmente affezionato al cuginetto tanto da volerlo ricordare con un tatuaggio sul braccio destro in cui il nome di Luca accompagnava il disegno di un bimbo impegnato in una rovesciata. Lo mostrava spesso ai suoi compagni di squadra.

Il dolore sui social

E ieri sui social una marea di amici hanno voluto ricordare l'amico che non c'è piu. Tanto affetto, mille parole per un ragazzo che sapeva farsi voler bene. Tra i tanti messaggi, uno recita: "Sei andato via troppo presto, amico mio. Ora insegna agli angeli a parare come sai fare tu". E ancora: "Grazie per la tua amicizia, fratellino, divertiti anche lassù come hai sempre fatto". Un altro amico scrive: "Spesso la vita si porta via le persone più belle. Ricordo ancora quando nei giovanissimi nazionali ci siamo scambiati i pantaloncini. Fai buon viaggio portierone", "Ancora stento a crederci. Vorrei che fosse solo un brutto incubo. Riposa in pace". Un altro calciatore, Gabriele Cattide: "Ti ho conosciuto dentro il campo da avversario e fuori da amico. Ci siamo conosciuti tramite altri amici. Riposa in pace Cogo".

Raffaele Serreli

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