CRONACA SARDEGNA - ORISTANO E PROVINCIA

la sentenza

Dottoresse costrette a lavorare in un altro reparto, condannato l'ospedale di Oristano

Due infettivologhe sono state inserite nei turni di guardia del reparto di Neuroriabilitazione
il tribunale di oristano (archivio l unione sarda)
Il tribunale di Oristano (Archivio L'Unione Sarda)

Due infettivologhe sono state inserite nei turni di guardia notturna del reparto di Neuroriabilitazione dell'ospedale di Oristano senza tenere conto delle loro effettive competenze.

Il Tribunale di Oristano, a cui si sono rivolte, ha dichiarato illegittima la decisione dell'Ats con la prima sentenza del genere sull'appropriatezza delle cure e sul rischio derivante dall'utilizzo di medici con competenze diverse rispetto a quelle necessarie in un determinato settore.

"Adibire le ricorrenti nel reparto di Neuroriabilitazione non appare adeguato a garantire ai pazienti gli interventi necessari al recupero di disabilità importanti, specialmente in casi di emergenza", si legge nella motivazione.

"Questa sentenza garantisce la sicurezza dei cittadini e la qualità delle cure", commenta Carlo Palermo, segretario del più grande sindacato dei medici dirigenti Anaao Assomed. "Non solo - aggiunge - la decisione dei giudici richiama al rispetto del contratto dei medici che prevede di essere utilizzati in aree omogenee, che devono essere inerenti alla tipologia di specialità. Faccio un esempio, un chirurgo chiamato nei turni delle guardie interdivisionali dei Pronto soccorso può non capire l'importanza di uno scompenso cardiaco in atto, con evidente grave danno per il paziente. Così come un internista avrebbe difficoltà a comprendere un aggravamento post-operatorio che invece per un chirurgo sarebbe chiarissimo".

"È vero che i medici ospedalieri sono coperti da assicurazione - dicono da Consulcesi - ma quando uno specialista si ritrova a svolgere un'attività al di fuori del suo perimetro di competenza non è più garantito. E quindi, se dovesse essere prodotto un danno a un paziente, chi ne risponderebbe?".

Per gli esperti legali di Consulcesi, "la sentenza del Tribunale di Oristano è significativa perché per la prima volta fa prevalere il bene primario della tutela della salute dei cittadini che, inconsapevolmente, vengono esposti a rischi facilmente prevedibili e certamente prevenibili".

(Unioneonline/F)

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