CRONACA SARDEGNA - ORISTANO E PROVINCIA

nessuna reazione

L'inchiesta di Oristano è un terremoto nel Pds: ma Maninchedda non commenta

Bufera sul Partito dei sardi, ma dal fondatore Maninchedda nessuna reazione. Neppure sul suo sito Sardegna e libertà
paolo maninchedda (archivio l unione sarda)
Paolo Maninchedda (Archivio L'Unione Sarda)

L'inchiestaoristanese sulla sanità è come un terremoto per il Partito dei sardi, a cui fanno riferimento il sindaco di Macomer Antonio Succu e l'ex consigliere regionale Augusto Cherchi. L'accusa ipotizza che la gestione delle assunzioni interinali servisse proprio a determinare vantaggi per il partito.

Il Pds è stato fondato nel 2013 da Paolo Maninchedda e Franciscu Sedda, che poi si sono scambiati i ruoli di presidente e segretario. Maninchedda, che ha lasciato la segreteria a marzo dopo le Regionali in cui era candidato alla presidenza, ieri non ha commentato l'indagine.

Neppure sul suo sito Sardegna e libertà. Proprio su quelle pagine web, negli ultimi anni, ha più volte polemizzato (nel nome della "giustizia giusta") con alcuni settori e alcune iniziative della magistratura sarda.

Pochi mesi fa ha parlato di "processi a teorema" dopo che un'ordinanza del tribunale del riesame di Nuoro, dissequestrando il cantiere del termovalorizzatore di Tossilo, aveva smontato i presupposti dell'accusa.

Sedda invece ieri ha ricordato su Facebook che "da marzo 2019 non sono più presidente del Pds", aggiungendo di non aver neppure rinnovato la tessera per le "pesanti contestazioni al mio ruolo e la netta divergenza con la linea politica assunta dal partito all'indomani delle elezioni".

Ma "nonostante queste differenze personali e politiche che da tempo ci vedevano distanti ci tengo a esprimere la mia personale solidarietà ad Augusto Cherchi e Antonio Succu, della cui onestà sono convinto, certo che sapranno provare la loro estraneità ai fatti contestati".

(Unioneonline)

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