CRONACA SARDEGNA - ORISTANO E PROVINCIA

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Sartiglia, i cavalieri pronti al dialogo. "Ma il cuore della giostra siamo noi"

L'associazione disponibile al confronto, ma chiede un passo indietro alla Fondazione
il presidente nonnis con il direttivo dei cavalieri (l unione sarda pinna)
Il presidente Nonnis con il direttivo dei cavalieri (L'Unione Sarda - Pinna)

I cavalieri della Sartiglia ci riprovano. E ancora una volta rivendicano il proprio ruolo e i meriti.

"Il cuore della giostra siamo noi, l’associazione cavalieri deve avere il giusto riconoscimento". Un concetto ripetuto con la speranza che il messaggio arrivi alla Fondazione che invece nel nuovo regolamento propone la creazione di un albo a cui ci si dovrà iscrivere per poter partecipare alla giostra. È qui che si gioca la partita e, dopo che l’ultimo confronto è finito malissimo, adesso i cavalieri ritentano il dialogo.

Il presidente Ignazio Nonnis chiede "che venga ripristinato l’articolo 6 del regolamento in cui si riconosce all’associazione la prerogativa di fornire i nomi dei partecipanti".

Poi Gianluca Mugheddu del consiglio direttivo dell’associazione ricorda che "se oggi la Fondazione esiste è grazie al nostro sforzo del 2013 quando, vista la situazione finanziaria critica della Fondazione, rinunciammo al nostro contributo di 54mila euro.

A fronte di quei sacrifici però secondo i cavalieri si evidenziano "solo gli errori commessi nel 2018 senza ricordare il clima teso e quasi persecutorio che stavamo vivendo – ha detto Mugheddu – Parlando di errori bisognerebbe ricordare anche quelli fatti dalla Fondazione". E si sfoglia l’album dei ricordi: nel 2009 uno spettatore ubriaco si lanciò nella pista, fu travolto da una pariglia mettendo a repentaglio cavalli e cavalieri; nel 2014 il fondo della pista era inagibile ma si chiese ugualmente l’esibizione; nel 2017 nella fontana non venne messa alcuna protezione, un cavallo cadde e altri rischiarono di farsi male.

I cavalieri insistono sulle promesse non mantenute, "noi siamo creditori verso la Fondazione ma non vogliamo metterla sul piano esclusivamente economico perché il nostro credito è morale".

Infine ricordano di essere i maggiori azionisti della Sartigli "mettiamo a correre ogni anno di tasca nostra circa 330mila euro – vanno avanti – Se oggi la Sartiglia è diventata uno spettacolo lo si deve ai cavalieri". E chiedono un passo indietro alla Fondazione.

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