CRONACA SARDEGNA - NUORO E PROVINCIA

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Orosei, il bimbo annegato in piscina: in due a processo per omicidio colposo

La manina incastrata nel bocchettone della piscina, fu la mancanza di una grata a causare la morte
i tentativi di rianimazione del piccolo (archivio l unione sarda)
I tentativi di rianimazione del piccolo (archivio L'Unione Sarda)

La Gup del Tribunale di Nuoro Teresa Castagna ha rinviato a giudizio Alessandra Gusai e Sergio Appeddu, proprietaria e amministratore del residence di Orosei nella cui piscina il 2 settembre di due anni fa è annegato Richard Mulas, bimbo di 7 anni di Irgoli.

I due imputati, difesi da Basilio Brodu e Andriana Brundu, devono rispondere dell'accusa di omicidio colposo.

Dello stesso reato è accusato anche uno dei gestori della struttura, Mathias Winkler - difeso da Antonella Pedduzza e Gino Nanni - che ha chiesto il rito abbreviato.

La morte di Richard secondo l'accusa fu dovuta alla mancanza di una grata nel bocchettone di scolo della piscina del residence, dove il bimbo stava giocando mentre la mamma lavorava. Il piccolo infatti è rimasto incastrato dopo aver infilato a mano in uno dei bocchettoni.

La mamma ecuadoregna, Celia Nieto Herrera, era stata inizialmente indagata per la morte del figlio. Archiviata la sua posizione, si è costituita parte civile assieme al padre del piccolo (di Irgoli) con l'avvocato Francesco Lai. Le quattro sorelle del bimbo sono rappresentate invece da Piera Pittalis.

(Unioneonline/L)

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