CRONACA SARDEGNA - NUORO E PROVINCIA

la denuncia

Ragazzo "difficile" a Nuoro, per lui niente gita. La mamma: "Lo hanno emarginato"

Silenzio del preside. La madre pronta a scrivere al Provveditore: "La gita la farà con me"
(foto l unione sarda)
(foto L'Unione Sarda)

Escluso dalla gita scolastica perché malato.

È affetto da Dsa (disturbi specifici dell'apprendimento) e un disturbo comportamentale, ma la scuola che per lui non garantisce l'insegnante di sostegno (lo avrà solo da settembre), per questioni di sicurezza decide di lasciarlo a casa. Succede a Nuoro, in una scuola media cittadina, in seguito a una delibera del Consiglio di classe. Due giorni prima della gita per cui il ragazzino aveva già versato la quota.

A dare la notizia la mamma con un post sui social: "Dopo anni di collaborazione con gli insegnanti, mi hanno liquidato con una telefonata della supplente fatta un giorno prima della gita. Mio figlio ha reagito male, da bambino: ha capito che non si tratta di una punizione, si sente emarginato".

Dalla scuola, il preside conferma l'esclusione, arrivata per questioni di sicurezza, ma non commenta.

I problemi

L'adolescente non è mai stato un bimbo come gli altri. Prima gli è stata diagnosticata la Dsa. Con la pre-adolescenza si sono conclamati problemi comportamentali più severi: è "oppositivo, provocatorio ed esplosivo intermittente".

"Quando si arrabbia non controlla le sue reazioni", spiega la mamma. Prima di questa diagnosi, l'anno scorso, gli era già stata negata la gita. Quest'anno invece, era stata versata anche la quota "ero pronta ad accompagnarlo, anche la pedagogista che lo segue era disponibile. Ma nessuno mi ha informato del problema o mi ha chiesto nulla. Un giorno prima, quando il bimbo non stava nella pelle - racconta la mamma - mi è stata fatta una telefonata. Mi hanno informato che il consiglio di classe aveva deciso di non far partire mio figlio. Capisce? Mi hanno liquidato in trenta secondi dopo tanta collaborazione con la scuola, sono stati distrutti due anni di psicoterapia".

L'attesa vana

Il ragazzino, racconta la mamma, non stava nella pelle, dopo aver versato la quota pensava di partire. "Si esalta facilmente e chiedeva 'Cosa mi porto?'. Ho dovuto dirgli che non andava. La scuola italiana fa schifo, la soddisfazione di riconquistare l'alunno in difficoltà non fa più parte del suo Dna. Io ho la fortuna di avere un figlio meraviglioso, tanto dolce quanto imperfetto a cui piace ridere e rompere le scatole ai compagni".

Ora la donna ha pronta una lettera da inviare al Provveditore. "La gita la farà con me e con i compagni che vorranno venire".

Fabio Ledda

© Riproduzione riservata

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