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da cagliari

Suor Alberta, missionaria con il rap nel sangue

"Capire i giovani significa entrare nel loro mondo e accostarsi ai loro linguaggi", spiega
suor alberta nella comunit di ortueri (foto lasio)
Suor Alberta nella comunità di Ortueri (foto Lasio)

Una vita dedicata alle missioni umanitarie e all'insegnamento, contraddistinta dalla passione per la musica rap e la letteratura: Suor Alberta, 77 anni, nata a Ingurtosu ma cresciuta a Cagliari sin dalla tenera età, per oltre vent'anni è stata missionaria negli Stati Uniti, vicino a Dallas, in Brasile e nei barrios dell'Ecuador.

"Stare a contatto con realtà differenti dalla mia - racconta -, non è stato certo un problema bensì una occasione per mettermi alla prova e per poter crescere. Entrare in contatto con culture nuove e con contesti differenti mi ha permesso di maturare, ha fatto sì che io ampliassi i miei orizzonti permettendomi di guardare oltre le semplici apparenze".

Fondamentale, nel percorso formativo di Suor Alberta, l'esperienza dell'insegnamento.

"Insegnare non è un compito facile - afferma -, ma se si è dotati di buona volontà e capacità di ascolto tutto diventa decisamente meno arduo e stimolante. Confrontarmi con i ragazzi mi ha permesso di stare costantemente aggiornata sulle novità introdotte negli ultimi tempi, facendomi capire ancora di più la valenza del dialogo con i più giovani. Capire i giovani significa entrare nel loro mondo e accostarsi ai loro linguaggi. Ci sono spunti interessanti nei testi rap, penso ad esempio a un artista come Caparezza, o in autori come Sergio Bambarén figure che, nelle mie lezioni, presento ai ragazzi affinché si interroghino su ciò che li circonda".

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