CULTURA

archeologia

Meravigliosa scoperta a Pompei, trovati due corpi praticamente intatti VIDEO

Un 40enne avvolto in un mantello e il suo schiavo

I corpi pressoché integri di due uomini, un 40enne avvolto in un mantello di lana e il suo schiavo, sono stato trovati a Pompei.

A vederli sembra che il tempo non sia mai passato: "Una scoperta eccezionale - sottolinea il direttore Massimo Osanna - perché per la prima volta dopo oltre 150 anni è stato possibile realizzare calchi perfettamente riusciti e precisi delle vittime e delle cose che avevano con sé nel momento in cui sono stati investiti e uccisi dai vapori bollenti dell'eruzione".

Arriva anche il plauso di Franceschini, che parla di scoperta "stupefacente" sottolineandone l'importanza "per l'intero patrimonio culturale".

Teatro dell'incredibile scoperta è la villa suburbana di Civita Giuliana, la lussosa tenuta di epoca augustea con terrazze che arrivavano fino al mare nelle cui stalle nel 2017 gli archeologi trovarono i resti di tre cavalli di razza.

Qui i primi scavi risalgono al 1907-1908, ma dopo aver scavato il marchese Giovanni Imperiali - allora proprietario del terreno - fece interrare quegli ambienti senza lasciare un'adeguata documentazione.

"Abbiamo avuto anche fortuna" racconta Osanna, "perché il vano nel quale abbiamo ritrovato i corpi dei due uomini era sfuggito sia agli scavi dei primi del Novecento, sia ai tombaroli". Un ambiente intatto e per questo particolarmente prezioso.

Un giallo ancora in parte da dipanare, chiarisce l'archeologo, perché saranno probabilmente gli scavi dei prossimi mesi a dirci dove questi due uomini fossero diretti e, chissà, forse anche a chiarire di più quale fosse il loro ruolo nella grande e fastosa residenza dove sono stati ritrovati.

Forse l'uomo col mantello e lo schiavo che era con lui stavano cercando di raggiungere il resto della famiglia, dopo aver vigilato fino all'ultimo all'esterno. Il mistero per ora resta aperto. Osanna, che fra qualche mese lascerà le consegne al prossimo direttore, invita alla pazienza: "Adesso è fondamentale proseguire gli scavi - conclude - Ci vorrà tempo, ma alla fine anche la tenuta del Sauro Bardato, come pure la Villa di Diomede i cui lavori si concluderanno in primavera, potrà aprire al pubblico con tutte le sue affascinanti storie". E in tempo di pandemia, sorride, "anche il proseguire di restauri, scavi e studi è una luce accesa sul futuro".

(Unioneonline/L)

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