Il nome scientifico è “disposofobia”. Tradotto: barbonismo domestico, ossia quel disturbo che porta a un accumulo patologico di rifiuti nella propria abitazione. E a Cagliari, a quanto pare, è un fenomeno così diffuso da diventare allarmante. Tanto che Comune, Asl, Tribunale e Procura hanno stilato un protocollo d’intesa per mettere in campo strategie comuni di intervento. La prima sottoscrizione è della Giunta di Massimo Zedda, che lo ha approvato nei giorni scorsi. 

Il “barbonismo domestico”, si legge, costituisce «un grave rischio sia per la salute pubblica, perché causa la proliferazione di batteri e cattivi odori, che per la sicurezza, comportando il rischio d’incendio». Di conseguenza, sono state rilevate «ricadute sanitarie, sociali e ambientali».

Il piano si chiama “Bussare alla porta di casa: gli invisibili”, ossia coloro che si riempiono la casa di immondizia fino a renderla invivibile,  e fa parte del Plus della città di Cagliari per il triennio 2026-2028.

L’intesa porta le firme  del sindaco di Cagliari Massimo Zedda, del vertice della Asl,  del Tribunale rappresentato dal presidente Vincenzo Amato e del procuratore della Repubblica Rodolfo Maria Sabelli.

Sul campo interverranno «i servizi sociali, la polizia locale, il dipartimento di igiene pubblica e il dipartimento di salute mentale della Asl, il servizio veterinario e l’autorità giudiziaria».

Tra gli obiettivi dell’intesa c’è la definizione di  «un modello di interventi integrati in grado di favorire il rientro o la permanenza nel proprio domicilio delle persone affette dal disturbo. Inoltre, si vuole tutelare la salute psicofisica delle persone fragili esposte a maggior rischio o affette dal disturbo e favorire, promuovere ed orientare il corretto utilizzo della rete dei servizi per ottimizzare le risorse disponibili».

Le parti si impegnano «a svolgere delle azioni specifiche. In particolare il Comune garantirà la piena partecipazione al Tavolo Tecnico e la collaborazione delle proprie risorse professionali nell’elaborazione congiunta del lavoro di analisi e approfondimento necessari; la condivisione di dati e informazioni necessarie; la pronta attivazione dei servizi coordinando gli interventi tempestivi di igiene urbana, sicurezza e edilizia e valutazione socio abitativa». L’Asl si impegna a: garantire la pronta attivazione, per le parti di rispettiva competenza, dei propri servizi e l’eventuale supporto, se necessario, anche durante gli interventi di bonifica; garantire la condivisione di dati e informazioni necessari. Infine la Procura della Repubblica e il Tribunale  garantiranno «la condivisione di dati e informazioni necessari agli interventi; valutare le segnalazioni ricevute promuovendo l’attivazione degli strumenti giuridici di tutela e stimolando ed accompagnando il pieno raccordo tra le istituzioni».

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