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Lo studio

Allergie e Covid, istruzioni per l'uso

La mascherina ha un'utile funzione di barriera meccanica
allergie (foto simone loi)
Allergie (foto Simone Loi)

E infine all'orizzonte è apparsa una buona notizia. Un soffio di speranza per le legioni di allergici che popolano il pianeta. Alla vigilia della primavera, la stagione meno attesa dell'anno, l'istituto Humanitas di Rozzano e Assosalute hanno divulgato la lieta novella: i soggetti allergici "si sono dimostrati essere meno sensibili all'infezione da SarsCov2". C'è da stare allegri? Giorgio Walter Canonica, all'Ansa, ha spiegato: "Il meccanismo immunologico che determina l'allergia ha un effetto di diminuzione dei recettori per il coronavirus sulle cellule delle mucose respiratorie. Ciò però non implica una conseguente esenzione dall'uso della mascherina e altre misure di protezione dal virus per chi soffre di rinite allergica". In maniera empirica, i diretti interessati, hanno già sperimentato come la mascherina si sia dimostrata molto efficace nell'arginare l'orda barbarica di pollini.

L'inalazione di allergeni diminuisce con l'utilizzo della mascherina, ed i pollini sono decisamente più "grossi dei virus". Per dirla con il medico: "La mascherina ha una utile funzione di barriera meccanica e quindi c'è una minore inalazione di pollini, e quindi ad un minor fastidio per i soggetti allergici all'aperto".

Tuttavia gli asmatici avranno invece dedotto come la mascherina possa provocare una sensazione psicologica di "fatica a respirare".

Gli stessi pazienti avranno poi potuto osservare come le limitazioni agli spostamenti abbiano avuto molti benefici. Infatti le restrizioni imposte con forme differenziali di lockdown hanno segnato un abbassamento dei livelli di inquinamento da polveri sottili. Un fattore positivo per chi soffre di allergie respiratorie.

Negli studi finora disponibili le forme allergiche più lievi, inclusa l'asma allergica lieve, non sono state considerate fattori di rischio per il Covid o per un esito più sfavorevole.

In altre parole, il Coronavirus non "cerca" un allergico ma l'allergico potrebbe aiutarlo a diffondersi perché potrebbe prendere sottogamba i primi sintomi della patologia.

Invece, l'asma in forma da moderata a grave, in cui i pazienti hanno bisogno di cure quotidiane, è inclusa nelle condizioni polmonari croniche che predispongono a sviluppare forme di infezione virale gravi. Questa pazienti, sono quindi considerabili "fragili".

L'ambiente domestico protegge, ma in qualche caso ha creato danni.

Infatti trascorrendo più tempo in casa a causa delle restrizioni, è aumentata l'esposizione a polveri, umidità, e agli allergeni dell' ambiente domestico, quali acari e certi tipi muffe.

In sostanza è necessario continuare con la terapia anti allergica anche se confinati tra le mura domestiche in lockdown permanente effettivo? I medici dicono di sì.

Infine ci sarebbe il problema di distinguere i sintomi allergici tipici con quelli di un infezione da Covid. Se ad esempio si presentassero febbre, tosse secca, difficoltà respiratorie, fatica, e perdita del gusto si dovrebbe valutare una possibile infezione.

I sintomi in comune tra allergie e coronavirus sono la congiuntivite e la tosse mentre il raffreddore "acquoso" e lacrimazione profusa che non sono tipiche dell'infezione da Covid, ma gli allergici conoscono molto bene questa sintomatologia.

Il fattore più rilevante è che nelle forme allergiche non si ha mai o quasi mai, febbre che è invece quasi costante nell'infezione virale.

Gli specialisti inoltre sottolineano come sia l'allergia che l'asma non siano fattori predisponenti all'infezione da coronavirus, ma se si ha un'asma non controllata, una sovrainfezione da Covid o da batteri può avere conseguenze anche gravi.

In sostanza gli allergici saranno pure meno sensibili ma debbono curarsi con gli stessi metodi, utilizzando le abituali terapie con antistaminici e cortisonici nasali nelle forme rinitiche, previa consultazione dell'allergologo di fiducia.

Il problema, che viene evidenziato da una vasta letteratura, è rappresentato dal fatto che il 50 per cento degli allergici non seguono adeguatamente le terapie suggerite dagli pneumologi e allergologi, o le sospendono quando pensano di stare bene.

Capitolo a parte quello sulle eventuali correlazioni tra vaccini e allergie. Non vi sono. Chi è allergico non ha più possibilità di avere reazione avversa al vaccino di un soggetto sano, Le indicazioni per sottoporsi alla vaccinazione sono le medesime di tutti gli altri.

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