Cagliari-Udinese, la denuncia dei friulani: «Insulti razzisti a Davis, intervenga la giustizia sportiva»
Il club bianconero: «Pieno sostegno nei confronti del nostro giocatore, oggetto di vergognose offese da un avversario»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L’Udinese prende posizione e si schiera al fianco di Keinan Davis, dopo il contestato finale di partita a Cagliari nel quale l’attaccante ha denunciato presunti insulti razzisti da parte di un avversario (l’accusato sarebbe Alberto Dossena, stando alle dichiarazioni dei tesserati rossoblù Elia Caprile e Fabio Pisacane che hanno escluso un coinvolgimento del difensore). L’episodio sarebbe avvenuto nei minuti di recupero della partita dell’Unipol Domus, finita 0-2.
«Udinese Calcio esprime massima solidarietà e pieno supporto a Keinan Davis oggetto di vergognosi insulti razzisti da parte di un calciatore della squadra avversaria nel corso della partita di questo pomeriggio», il testo del comunicato della società friulana. Che, a seguire, chiede un provvedimento disciplinare: «Il Club ribadisce la ferma condanna di simili atti deplorevoli che danneggiano gravemente l’immagine e i valori dello sport che amiamo. Udinese Calcio tutelerà Keinan in tutte le sedi ed auspica una rapida definizione dell’accaduto da parte degli organi di giustizia sportiva in cui nutre piena fiducia».
Il primo scontro, in campo, fra Davis e Dossena è avvenuto al 92’ con un’immediata richiesta – da parte dell’attaccante – di intervento dell’arbitro Federico Dionisi, che inizialmente aveva ammonito Davis salvo poi revocare il cartellino dopo aver compreso le motivazioni. Per tre minuti non si è giocato, poi la tensione è esplosa nuovamente al triplice fischio quando si è sfiorata la rissa: Davis si è subito scagliato contro Dossena ed è stato portato via, fino all’ingresso negli spogliatoi, dai suoi stessi compagni. Il suo allenatore Kosta Runjaić non ha voluto commentare l’episodio, mentre Jesper Karlström ha parlato di insulti razzisti.
Sui social Nicolò Zaniolo ha invece scritto: «Il collega (se si può chiamare tale) che oggi si è permesso di insultare i miei figli, e insultare il mio compagno per il suo colore della pelle, dovrebbe vergognarsi e non calcare più i campi di calcio!».
