Il Cagliari spreca la chance salvezza: l’Udinese vince 0-2
Brutto secondo tempo dei rossoblù, che subiscono le reti di Buksa e GueyePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
I gol nella ripresa di Buksa e Gueye puniscono il Cagliari, che perde 0-2 contro l’Udinese e deve rinviare (a domani, a meno che la Cremonese non batta il Pisa) il discorso salvezza. Brutto secondo tempo dei rossoblù.
Una modifica all’ultimo nell’undici titolare del Cagliari: un infortunio nel riscaldamento (fastidio al polpaccio) lascia fuori Yerry Mina, al suo posto Juan Rodríguez. Il colombiano va comunque in panchina. Del Cagliari la prima vera azione pericolosa: al 9’ Esposito lancia Palestra sulla destra, il tiro a incrociare del numero 2 è respinto da Okoye. Al 18’, invece, Piotrowski vince un rimpallo e il suo destro è toccato in angolo da Obert.
Folorunsho prova più volte la conclusione da fuori area, al 23’ fa partire un tiro potente ma sopra la traversa. Un minuto dopo buona parte dello stadio esulta dopo un tiro di Esposito, ben servito da Mendy, ma la conclusione dai venti metri dell’attaccante finisce dietro la rete e dà solo l’illusione ottica del gol. Sempre Esposito, al 27’, crossa per Folorunsho che di testa non inquadra la porta.
Un brivido per la difesa dell’Udinese al 29’, quando su una serie di rimpalli (a seguito di un corner prolungato da Folorunsho) la palla staziona nell’area piccola, ma senza deviazioni verso la rete. Ma alla mezz’ora è Ehizibue a sfiorare l’autogol: su cross di Esposito anticipa Folorunsho ma indirizza verso la porta, Okoye è fermo ma la palla finisce sul fondo di un soffio. Il portiere dell’Udinese al 31’ invece fa un miracolo su tiro di Gaetano, liberato sulla sinistra al termine di un uno-due con Esposito.
La pressione del Cagliari porterebbe a un rigore al 32’, per tocco di mano di Karlström su tentativo di Adopo a seguito di un corner. Ma l’arbitro Dionisi, richiamato al monitor, lo toglie perché – dopo aver consultato le immagini mostrate al Var – valuta il braccio in posizione naturale. Quando si riprende a giocare Adopo serve Mendy in area per un destro sul fondo.
Si fa rivedere l’Udinese al 37’, con un bel destro da fuori di Piotrowski che Caprile respinge in tuffo. Nel primo minuto di recupero giocata a liberare Gaetano a centro area, murato il suo sinistro da Karlström. Al riposo si va dopo tre minuti di recupero, assegnati sia per il Var sul rigore revocato sia per uno scontro di gioco fra Mendy e Kristensen (testa contro testa, si sono ripresi).
Dopo l’intervallo si torna in campo con gli stessi ventidue che avevano iniziato la gara. Al 49’ cross basso da destra per il tap-in di Esposito, sarebbe gol ma Mlačić con un intervento provvidenziale evita che il Cagliari passi in vantaggio: il difensore dell’Udinese sbatte contro il palo dopo il salvataggio, con l’arbitro che deve bloccare il gioco per i soccorsi.
Occasionissima da una parte e occasionissima dall’altra, con Zaniolo che al 52’ avanza fino al limite e con un sinistro rasoterra colpisce il palo. Per l’arbitro c’è stata una deviazione, forse di Rodríguez, e si riparte da un corner dove Solet tocca di testa e Caprile para. Mlačić, ancora dolorante per lo scontro col palo, al 54’ non può continuare e al suo posto c’è Bertola, con i bianconeri che cambiano anche Piotrowski con Miller.
Il punteggio si sblocca al 56’: palla giocata alle spalle di Palestra per Kamara che si inserisce coi tempi giusti, cross basso e Buksa nell’area piccola devia in rete. Regolare la posizione dell’autore dell’assist, gol confermato. Pisacane risponde al 61’ con due cambi, ma non sono offensivi: fuori l’ammonito Zé Pedro e – a sorpresa – Palestra per Zappa e Sulemana. Proprio quest’ultimo al 64’ serve Esposito sulla destra, ma il suo tiro è fuori.
La partita di Buksa, autore dello 0-1, finisce al 65’ con l’ingresso di Davis, che non era al meglio ed era rimasato inizialmente in panchina. Dopo una punizione malamente calciata da Esposito sulla barriera (72’), Pisacane mette Albarracín per Folorunsho. Ma il Cagliari è sfortunato al 74’, con il secondo salvataggio sulla linea dell’Udinese stavolta a opera di Karlström su colpo di testa di Dossena.
Zaniolo, dopo un diverbio con Dossena, lascia il posto a Gueye al 78’: fischi assordanti del pubblico della Domus, che non ha dimenticato l’esultanza della scorsa stagione in Cagliari-Atalanta. Dentro anche Arizala per l’ammonito Ehizibue. Quando si riprende a giocare pescato Mendy in area, il senegalese si gira bene e calcia due volte trovando la chiusura decisiva prima di Mendy e poi di Karlström, che impediscono ancora una volta ai rossoblù di trovare l’1-1.
Un’ottima chance capita all’84’ ad Albarracín, su cross sul secondo palo che controlla liberandosi solo (seppur da posizione defilata) davanti a Okoye, ma anziché tirare cerca un compagno in mezzo che non c’è e l’azione sfuma. Sull’azione dopo, un errore di Gaetano libera Miller che manda Davis in porta sulla sinistra: ha tutto il tempo per calciare, Caprile è bravissimo a chiudergli lo specchio e impedire lo 0-2.
Per il forcing finale, dall’88’ in campo Trepy e Belotti per Obert e Adopo. Ma è ancora Udinese, con Atta che si libera nell’area del Cagliari per un sinistro alto (90’). All’inizio dei cinque minuti di recupero Trepy entra in area da destra, il suo mancino è debole e Okoye non ha problemi a parare. Il gioco viene poi interrotto dall’arbitro per un paio di minuti, dove c’è una discussione in campo fra Dossena e Davis (inizialmente, poi si sommano tanti altri giocatori) sedata a fatica dall’arbitro Dionisi. E alla ripresa del gioco proprio Davis manca lo 0-2 tirando addosso a Caprile.
Al 96’, però, con praterie nella difesa del Cagliari l’Udinese raddoppia: Davis ancora da sinistra mette in mezzo, Gueye non ha problemi ad appoggiare in rete. Poi quasi scoppia una nuova rissa, dopo l’esultanza dei friulani. Ma la partita è finita. Al termine della gara qualche momento di tensione, con Davis che è andato addosso a Dossena per un presunto insulto razzista e i due sono stati separati a fatica. Si è sfiorata la rissa, con giocatori e membri dello staff in campo a fermare i due (COSA È SUCCESSO).
