Ce l’ha fatta alla penultima giornata Fabio Pisacane, come Davide Nicola un anno fa e Claudio Ranieri nel 2024: il Cagliari è salvo e giocherà in Serie A anche nella prossima stagione. Il traguardo raggiunto con 90’ d’anticipo, battendo 2-1 il Torino nell’ultima all’Unipol Domus, è il coronamento di un’annata non certo facile ma che i rossoblù hanno portato a compimento: «Sono stato sempre convinto di salvarmi», dice il tecnico gonfiando il petto. «Se pensiamo a cose positive possono accadere cose positive: c’era da parte mia tensione, per la responsabilità che avevo sulle spalle, ma a non farcela non ci ho mai pensato».

Per Pisacane si chiude al meglio la prima stagione da allenatore in Serie A. «Anche nei momenti difficili c’erano tante cose a nostro favore», sottolinea. «Siamo stati, alcune volte, in balìa degli eventi ma siamo rimasti sempre molto verticali. Come ho detto ai nastri di partenza era importantissimo questo: ci ha permesso di raggiungere l’obiettivo». Poi torna sulla salvezza: «L’abbiamo raggiunta due volte, prima dopo il Verona e le tre vittorie consecutive poi dopo l’Atalanta. Adesso l’abbiamo conquistata aritmeticamente».

Sulla partita di stasera, Cagliari-Torino, Pisacane si sofferma sulla gestione: «Penso che la settimana scorsa abbiamo fatto una partita importante, ma nel calcio tutto si compensa e abbiamo lasciato a casa punti che non meritavamo in altre circostanze. Questa sera ci terrei a sottolineare che, finalmente, battiamo una squadra andata e ritorno: questo con lo staff ci ha fatto un po’ pensare, in settimana».

Una stagione non semplice, ma che il Cagliari e Pisacane hanno portato alla fine migliorando i numeri del 2024-2025. «Non è stato facile per me farmi seguire, soprattutto nella prima parte, ma quando hanno capito che tutto quello che facevamo era per metterli nelle condizioni di avere vantaggi mi hanno seguito alla lettera». Oggi i rossoblù hanno tagliato il traguardo della 40 punti, inserendo in stagione diversi giovani. «Se raggiungi l’obiettivo facendo questo lavoro tutto vale doppio, ci siamo presi dei rischi e siamo stati premiati col risultato finale».

Da parte di Pisacane un pensiero per Pavoletti: «Merita grande rispetto. Mi sarebbe piaciuto vedere tutti i gol e quante volte l’ho abbracciato, perché quando giocavamo assieme ero il primo a correre da lui. Sul suo futuro ci sono le persone adatte per dargli il ruolo che gli piacerà coprire». Il tecnico lo ha vissuto in due modi: «Quattro anni e mezzo da giocatore, uno da allenatore. Nonostante gli acciacchi è sempre stato un professionista esemplare, abbiamo due personalità forti e ci siamo confrontati parecchio. Sono contento: ci tenevo che la squadra lo salutasse in questa maniera, con una vittoria».

Per il Cagliari sono stati nove mesi di campionato molto intensi. «In stagione ci sono stati dei momenti difficili, come lo spogliatoio dopo la sconfitta di Pisa», ricorda Pisacane. «Portavo un carico di responsabilità importante, ma penso che la chiave di volta siano stati due passaggi fondamentali: le partite in casa contro la Roma e la Cremonese. Ma parliamo di campo, non ci sono cose da svelare perché succedono in tutti gli spogliatoi. Se siamo arrivati qui è perché c’era coerenza lì dentro».

Sul suo futuro, detto che la salvezza porta al rinnovo automatico di contratto per Pisacane, l’allenatore premette un ringraziamento: «Mi godo questa serata, ringrazio Tommaso Giulini per aver visto in me qualcosa che neanche io avrei immaginato qualche anno fa. Spero che sia contento per quello che abbiamo fatto, ci teneva ad arrivare a 40 punti. Ci sarà tempo per parlare con la società, a patto che siano contenti del nostro operato come staff. Ho potuto dimostrare che si può scommettere non solo sui giocatori giovani, ma anche sugli allenatori giovani: guardo il futuro con grandissima fiducia».

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