Dopo tanti miracoli e una serie di grandi momenti, fra cui la prima convocazione in Nazionale e la nascita del figlio Edoardo, Elia Caprile è incappato in una sfortunata valutazione errata sul gol del definitivo 3-3. Il portiere del Cagliari, dopo la partita, è andato a scusarsi con la curva ed è anche andato a parlare. «Bisogna assumersi le proprie responsabilità, non farlo solo quando va bene: ho chiesto io di venire in conferenza stampa e metterci la faccia», l'onestà con cui commenta l'episodio del gol da centrocampo di Martín. «Vado avanti fra le cose belle e meno belle, da domani si ricomincia. Ringrazio i tifosi per gli applausi e per l'affetto che mi dimostrano sempre, ogni giorno e non solo stasera. Da domani si ricomincia».

Caprile questa settimana è diventato papà. «Non si può descrivere, solo chi lo vive può provarlo fino in fondo. Sono molto fortunato, mio figlio e la mia ragazza stanno bene: sono fortunato di avere la mia famiglia che mi sostiene sempre. Passerò tutta la notte in ospedale con mio figlio e la mia fidanzata, da domani si ricomincia». Poi racconta il gol: «È stato un cross dove ho sbagliato la lettura e la palla è finita in porta, penso non ci sia molto da dire. Lo analizzerò col preparatore dei portieri, il colore del pallone non c'entra nulla».

Prima della paternità, e di Cagliari-Genoa, Caprile aveva vissuto la gioia della prima convocazione in Nazionale. «Sono stati sette giorni belli e importanti, me li sono goduti tutti. Ho cercato di apprendere da portieri più forti di me e che giocano a un livello più alto del mio. Li conservo, si lavora sempre per tornarci».

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