Ricorso respinto. Anche se si tratta di un decreto e non di una sentenza, visti i tempi il Tar ha deciso che è legittima la decisione dell'osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive che ha limitato la vendita dei biglietti per Cremonese-Cagliari, in programma giovedì alle 18,30, ai soli tifosi in possesso della tessera del tifoso.

I motivi di impugnazione del Cagliari calcio sono stati rigettati dalla sezione di Brescia del Tar della Lombardia. 

Le restrizioni erano state stabilite perché il match era stato definito come “caratterizzato da profili di rischio” che deriverebbe da un eventuale trasferta di massa da parte dei tifosi residenti in Sardegna. 

Il club rossoblù aveva presentato ricorso  «per la tutela della propria immagine e di quella dei propri sostenitori, chiedendo l’immediata sospensione del provvedimento». La società rossoblù aveva contestato fermamente le limitazioni di vendita, evidenziando che non c’è mai stata, né storicamente né recentemente, alcuna rivalità o episodio di violenza tra le due tifoserie. Nella storia sportiva i confronti tra i due club sono stati rarissimi e sempre privi di criticità. Non solo: molti supporter sardi avevano già acquistati i biglietti per il viaggio. 

Il Tar non ha accolto le argomentazioni. Per i giudici amministrativi lombardi, in sintesi, la tessera del tifoso serve per arginare le tensioni negli stadi, chi vuole – anche attraverso il sito del club, con “Passione Casteddu” – può acquisirne una in pochi minuti. E viene anche sottolineato che il Cagliari calcio «pare da un canto sollecitare i propri tifosi a sottoscrivere tale tessera, e dall’altro si duole qui che l’amministrazione ne richieda il possesso per consentire l’accesso allo stadio, sicché sembra quasi venire contra factum proprium». Insomma: per il Tar il Cagliari sarebbe in contraddizione. Chi paga? I tifosi. 

Enrico Fresu

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