Certe storie vanno oltre il risultato di una partita. L’esordio di Jonas Petrakopoulos con la maglia dell’Amatori Rugby Capoterra, nella vittoria esterna contro Ivrea, è uno di quei racconti che parlano di viaggi, scelte coraggiose e passione autentica. Ventisette anni, nato a Indianapolis, Jonas rappresenta oggi una delle novità più interessanti del gruppo giallorosso.

 

Il debutto è stato positivo, ma ciò che colpisce è soprattutto la sua mentalità: soddisfatto per la prestazione della squadra, ma già consapevole che il percorso di crescita è appena iniziato. Un atteggiamento che rispecchia perfettamente lo spirito del Capoterra, fatto di lavoro, sacrificio e ambizione.

 

L’impatto con l’ambiente è stato immediato. Jonas racconta di uno spogliatoio unito, di compagni pronti a sostenerlo anche fuori dal campo e di una comunità che lo ha accolto con naturalezza. La Sardegna, per lui, non è stata soltanto una nuova destinazione sportiva, ma una vera casa trovata lontano da casa.

 

La sua carriera è un viaggio internazionale. Ha scoperto il rugby da ragazzo,11 anni, in Inghilterra, per poi proseguire negli Stati Uniti, dove ha scelto di dedicarsi completamente a questo sport. Da lì, un percorso che lo ha portato a giocare nei Paesi Bassi, in Sudafrica e in Nuova Zelanda, accumulando esperienze preziose e confrontandosi con culture rugbistiche diverse. Negli USA ha militato nella Major League Rugby, vestendo le maglie di Rugby United New York, Rugby Atlanta e Miami Sharks.

 

Ma al di là dei club e dei chilometri percorsi, c’è un legame profondo con questo sport: in un momento delicato della sua vita, il rugby gli ha regalato amicizie, identità e senso di appartenenza. È per questo che oggi scende in campo con autenticità e rispetto per la maglia.

 

Pilone di ruolo, specialista del lavoro duro: mischie, placcaggi, ruck, touche. Tutto ciò che spesso non finisce nei titoli, ma che costruisce le vittorie. E proprio da lì Jonas vuole ripartire, con entusiasmo e gratitudine, vivendo finalmente quell’esperienza italiana che desiderava da tempo.

 

Capoterra ha accolto un giocatore. Ma forse ha trovato anche qualcosa di più: una storia vera, un esempio, un uomo che ha scelto il rugby come strada di vita.

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