Dal bisturi al pallone: Giuseppe Gambula, il chirurgo che a 51 anni non smette di giocare
Dalle giovanili della Ferrini Quartu ai quindici anni al Nora Nuraminis, poi i tornei amatoriali riuscendo a conciliare medicina e campi sportiviPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Giuseppe Gambula, di professione chirurgo oncologo, a rinunciare ad una partita di calcio non ci pensa proprio. La sua storia è quella di un uomo che ha saputo conciliare due grandi passioni: la medicina e il pallone. E non ha ancora intenzione di smettere. «Tra qualche settimana faccio un piccolo intervento al ginocchio, ma già a settembre conto di riprendere a giocare».
Gambula, che oggi delizia i palati più fini nei tornei amatoriali, inizia la sua carriera nella categoria giovanissimi della Ferrini Quartu. Il ragazzo è dotato di un gran tiro, visione di gioco e carattere: le società più importanti del cagliaritano puntano su di lui, ma ad aggiudicarselo è l'Atletico Cagliari di mister Bernardo Mereu.
Le lunghe trasferte, le intere giornate di allenamenti e i ritiri mettono presto in discussione la vera vocazione del giovane quartese: la laurea in medicina. Una scelta si impone. «Per conciliare utile e dilettevole ho preferito ridimensionarmi e accasarmi in una squadra vicino al mio posto di lavoro, il Nora Nuraminis».
Quindici anni al Nora Nuraminis: una scelta di vita. Quella che doveva essere una parentesi di breve durata diventa una scelta di vita lunga quindici anni. Un periodo ricco di gioie e ricordi indelebili.«Ho dei bellissimi ricordi di quegli anni. Uno su tutti: il gol del 4 a 3 contro il Monastir in una partita storicamente sentitissima».
Agli inizi del nuovo millennio Giuseppe Gambula diventa chirurgo oncologo, ma nonostante i delicati impegni trova sempre il tempo per il mondo del pallone. Una passione che non si spegne, e che lo porta anche a riflettere sullo stato del calcio giovanile. «Migliorerei l'essenza delle scuole calcio, che dovrebbero essere gratuite e non un business a beneficio di istruttori incompetenti che cercano di vivere solo grazie al calcio giovanile».
Nel chiudere il racconto della sua storia, Gambula riserva un pensiero speciale alle persone che hanno segnato il suo percorso sportivo e umano. «Mi fa piacere ricordare qualche nome che ha fatto parte della mia vita sportiva: Omar Piras, Maurizio Caddeo, Sandro Masella, Bruno Mereu e l'ex presidente del Nuraminis Bruno Intilla. Tutte persone che hanno riportato nello sport, così come nella vita, quei principi etici tipici anche della mia professione: impegnarsi sempre, non cercare inutili scorciatoie e puntare sul lavoro di squadra. Tutti capisaldi per ottenere buoni risultati».
Etica, squadra, impegno. Gli stessi valori che guidano il bisturi e il pallone. Giuseppe Gambula lo sa bene: in campo come in sala operatoria, non ci sono scorciatoie che tengano.
