Vogliamoci bene: il Caffè Scorretto del 21 gennaio 2026
A cura di Luigi AlmientoCi sono piccoli fatti che spiegano (in realtà, lo testimoniano soltanto) quanti di noi siano disposti a fare cose pericolose e stupide, pur senza essere stupidi. Un esempio? Essere americani e - dopo le tragedie di Capitai Hill – rieleggere Trump.
Oppure, per riportare la questione nei nostri ambiti, fare il barista e piazzare un telefonino nel bagno delle donne, illudendosi di poter farla franca a vita: è accaduto a Bolotana, il processo è in corso. Che la stupidità sia tra noi, spesso in noi, e ci faccia ogni giorno un occhiolino tentatore, lo testimonia anche la Protezione civile sarda.
Non a caso, in piena emergenza maltempo, in una nota ci invita a non farci i selfie «davanti alle mareggiate e di stare alla larga da pontili, scogliere, litoranee».
Ricorda un po' una lapide in un cimitero americano, tanti anni fa: «Ha acceso un cerino per illuminare il serbatoio dell'auto, per vedere se c'era benzina. C'era».
Gli epitaffi, di rado sono discorsivi. Siamo messi male, se devono spiegarci come non morire stupidamente. Non è un fatto culturale, è più mentale.
Eppure non era un Nobel per la scienza, la giovane mamma che l'estate scorsa in una giornata ventosa, in spiaggia al Poetto, ammoniva il suo bambino: «Toglitiddillì, ché il mare te ne prende». La forma sarà anche discutibile, ma il messaggio c'era tutto.
Luigi Almiento