«Si sta realizzando un sogno». Con queste parole i volontari di Spiaggia Facile raccontano un nuovo importante traguardo nel percorso di inclusione avviato sulla spiaggia del Lido San Giovanni. La Cooperativa Sociale Ecotoni Onlus, che coordina le attività, ha infatti acquistato una barca a vela Malupa 5.0, progettata per essere completamente accessibile anche alle persone con disabilità. Un passo concreto per andare oltre la spiaggia e offrire nuove opportunità di svago e partecipazione, anche attraverso lo sport.

L’idea nasce proprio dal confronto con i frequentatori di Spiaggia Facile e si inserisce in un progetto più ampio promosso dal Comune di Alghero, denominato “L’Isola che Accoglie: Turismo accessibile e inclusivo in Sardegna”, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Politiche in favore delle Persone con Disabilità. Il progetto prevede, oltre alla spiaggia già attiva del Lido San Giovanni, la realizzazione di altre due spiagge accessibili e attrezzate. La stessa Ecotoni, insieme alla APS Anemone ETS, è partner attiva nella realizzazione. La Malupa 5.0 viene costruita nei cantieri del Centro Navale Adriatico di San Mauro Pascoli ed è frutto di un percorso di ricerca sviluppato con la Lega Navale Italiana, con l’obiettivo di rendere la vela uno sport realmente aperto a tutti.

Il mare di Alghero sarà il primo in Sardegna ad accogliere questo tipo di imbarcazione. Grazie a un accordo di collaborazione, sarà proprio la sezione locale della Lega Navale Italiana a gestire le attività veliche, mettendo a disposizione istruttori qualificati e competenze specifiche. Le esperienze saranno gratuite per le persone con disabilità, inclusi i turisti che durante l’estate usufruiscono dei servizi di Spiaggia Facile. Il varo dell’imbarcazione è previsto per la mattina di sabato 9 maggio, con una cerimonia accompagnata da un brindisi con Akènta, lo spumante prodotto dalla Cantina Santa Maria La Palma, partner del progetto. La cooperativa Ecotoni guarda già avanti, lavorando per ampliare la rete di collaborazioni sul territorio e promuovere un modello in cui accessibilità e inclusione diventino diritti concreti.

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