È tornato in libertà Florian Egger, noto alle cronache come il “rambo di Lauregno”, a 29 anni di distanza dalla sanguinosa rapina commessa a Lana in cui morì l'appuntato dei carabinieri Candeloro Zamperini. Egger non ha intenzione di fare ritorno in Alto Adige e, come aveva già dichiarato, continuerà a vivere come contadino in Sardegna, dove ha scontato gran parte della sua pena detentiva e dove da anni lavorava come agricoltore, in una comunità di Sassari.

La notizia della scarcerazione è stata diffusa dalla "Tageszeitung" a seguito della messa in onda, lunedì sera su Rai Südtirol, di un documentario di Rudy Kaneider e Erich Grünbacher. Nel film, il fratello Bernhard racconta l'impatto devastante che la tragedia ha avuto sulla famiglia.

Il 12 giugno 1997 Florian Egger, all’epoca 27enne, rapinò una filiale della Cassa di Risparmio. Durante la fuga fu intercettato da Zamperini, capo equipaggio del Nucleo radiomobile dei carabinieri di Silandro e in quel momento fuori servizio con il figlio piccolo. Nella colluttazione partì un colpo di pistola che uccise il militare sul colpo. Dopo una lunga latitanza, che gli valse il soprannome, Egger fu catturato a Limone sul Garda e condannato a 25 anni, cui se ne aggiunsero altri 6 e 8 mesi per le due rapine che aveva commesso durante i sette mesi di latitanza dal carcere di Padova, da dove era fuggito nel 2009: dopo aver ottenuto l’accesso al regime di semilibertà per svolgere lavori socialmente utili, il 28 aprile non rientrò dalla licenza premio. Fu arrestato a novembre dello stesso anno lungo il litorale di Ostia.

A quel punto fu trasferito nel carcere di Alghero, poi da qualche anno in una comunità di Sassari dove passava il tempo lavorando la terra.  Si è pentito, dice chi lo conosce, e ha espresso il desiderio di prendere contatti con la famiglia Zamperini. 

Per Bernhard Egger c’è nella vita del fratello un evento traumatico che lo avrebbe perseguitato: Florian causò un incidente stradale in cui perse la vita un pedone. Da quel momento sarebbe quindi entrato in una spirale negativa: la revoca della patente e debiti per oltre 100 milioni di lire. «Noi come famiglia e io personalmente abbiamo sempre detto: per quello che ha fatto, deve assumersi le sue responsabilità», afferma Bernhard nell'intervista. Solo nel 2022 i fratelli sono andati a trovare Florian in carcere. «In quell'occasione ho avuto per la prima volta la sensazione che fosse cambiato», racconta Bernhard Egger. «La mamma aveva ragione quando ci chiese di non abbandonarlo», dice il fratello. «Tutti dovrebbero avere una seconda possibilità».

(Unioneonline)

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